Il carattere e il tempo

In questo articolo tratterò della necessità di conoscere il Quartetto Cetra, Riccardo Cocciante, la bella Gigogin, e di andare a piedi da Lodi a Milano, oppure sino a Bologna, nonché di pilotare un kart.

Che sciocchezze sono mai queste?

Spiego, spiego…

A cominciare dal concetto cardine di questo brano: la Fotografia è caratterizzare il reale.

Assimilato l’assunto?

Bene, ora possiamo procedere.

I protagonisti della storiella e dell’indovinello hanno quasi tutti gli occhi a mandorla.

Quasi tutti vivono su di un’isola, progettano fotocamere e obiettivi, e li costruiscono.

Così anche dieci anni fa.

Dentro le macchine, allora ci mettevano dei CCD.

Erano più avanti, allora dei CMOS.

Poi si ricorse a questi ultimi per motivi di implementazione della funzione video, ma a quel tempo coi CMOS si

partiva svantaggiati.

Niente di meglio di un buon CCD, allora.

Metteteci attorno una reflex, se v’aggrada.

A quelli sull’isola, aggradava.

Lo divisero poco, quel CCD.

In solo sei milioni di quadratini.

Alla reflex attaccateci un obiettivo che …soffiava.

Sì, un panciuto zoom a pompa.

Adesso, questo combo qui viene via a pochi euro.

Altro scenario, sempre sull’isola.

In un’altra fabbrica vogliono costruire una mirrorless sensata.

Sì, sensata, non come quelle di adesso.

Con un obiettivo piccolo e leggero, sennò cessa lo scopo.

Dall’isola volano in Germania.

Ritornano con un obiettivo piccino, quasi pancake, ma dalla resa superba.

Per essere sicuri che gli acquirenti non indulgano verso tentazioni pericolose, lo appiccano alla mirrorless, l’obiettivo piccino che ora non si può più staccare.

Qui oggi ci vuole più denaro del precedente caso, ma molto meno dell’esordio, se si rinviene un buon esemplare della prima serie.

Ecco, il precedente caso.

La reflex con lo zoom che soffia.

Siamo ritornati al Quartetto Cetra, Riccardo Cocciante, la bella Gigogin, e all’andare a piedi da Lodi a Milano, oppure sino a Bologna.

Perché se trovate un siffatto abbinamento usato, vi conviene strozzarvi il fiato in gola per raggiungere rapidamente il negozio od il privato.

Sapete, giorni fa guardavo i raw d’allora.

Mai matrimonio fu più riuscito.

Pastosità, fluidità, seducenti cromie, carattere, plasticità.

Ecco, plasticità.

Ricordate?

La fotografia è caratterizzare il reale.

Potreste anche appartenere al club f128, niente da eccepire.

Ma se vogliamo differenziarci dalla prosaica – mai lo fosse – visione ad occhio nudo, un teleobiettivo con diaframma di generosa apertura relativa ci consente una sfocatura selettiva che lambisce i territori della poesia.

E la faccenda di pilotare un kart?

Con la mirrorless per la quale gli isolani dagli occhi a mandorla sono volati in Germania, onde saldargli addosso un obiettivo, ci siamo arrivati.

Un aggettivo per la prassi di pilotare un go kart?

Formativo.

È una guida diretta, faticosa ma sensibile.

Si impara davvero a guidare, così.

Ecco, la summenzionata senzaspecchio è il kart delle fotocamere.

Focale fissa, ragionevolmente corta.

C’è solo quella, tocca a noi adeguarci.

Fare il fatidico passo avanti od indietro.

Sapete, una lente di pari lunghezza focale e diaframma avevo montato sulla reflex.

Mi era stato commissionata la documentazione di una lezione all’Accademia di Brera.

Avendo ottenuto licenza di spostarmi, così equipaggiato ho svolto l’intero servizio.

Vogliamo sunteggiare?

Con queste due fotocamere di parecchi anni fa – so che riuscirete ad appurare quali sono – spendete poco ed imparate molto.

Imparate, capite cosa serve davvero, ottenete dei files prelibati.

In due modi diversi, caratterizzate il reale.

Niente obsolescenza tecnologica, qui.

Attualità per menti reattive, piuttosto.

Pronte a cogliere le più accattivanti opportunità, attingendo al passato per incidere sul presente.

 

All rights reserved

Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/account/artworks/874534

 

 

 

Felice Chiusano (Fondi, 1922 – Milano, 1990), Lucia Mannucci (Bologna, 1920 – Milano, 2012), Antonio Virgilio Savona (Palermo, 1919 – Milano, 2009) e Giovanni “Tata” Giacobetti (Roma, 1922 – Roma, 1988).

 

 

 

 

Lascia un commento

error: Contenuto protetto. ©NOCSensei