Gli Objects Trouvé in fotografia

Approdo, con la mia canoa, ad una spiaggia remota.

Sulla sabbia adagiato, campeggia tronco d’albero.

Estraggo dalla coperta valigetta a tenuta stagna

Contiene una reflex e due obiettivi: il 18 e il 50 mm. Da ora in poi sarà un turbine di meditazioni ed emozioni.

Perché c’è un intero mondo da sviscerare.

Da vicino, da lontano.

Davanti, dietro.

Danzo attorno all’oggetto della ritrazione, è una miniera di stratificate suggestioni.

Le Corbusier li chiamava “oggetti a reazione poetica”, a partire dal primo novecento sono stati ricercati ed agognati con il nome di Objects Trouvé.

Il loro profondo fascino risiede nell’azione che il tempo ha esercitato su di loro, le variegate sfumature che vi ha impresso.

Barlume d’eternità, nell’inesausta variazione.

 

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Claudio Trezzani

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