Gli attori

Una scena di hopperiana fissità.

Sì, nella fotografia a corredo di questo brano.

Talvolta questo sapore si trova  nelle immagini, è la realtà a farcelo gustare.

Chi sono qui gli attori?

Facile, potresTe obiettare: tre persone, tre attori.

Non è così.

Si tratta di gregari, tutt’alpiù comprimari.

E si badi, quando fotografo solgo volgermi con ogni fibra alle umane palpitazioni, al di sopra di tutto.

Ma questa volta ci sono i bidoni.

In primo piano, simmetrici, cadenzati dall’asta di bandiera.

Lì lo sguardo converge e s’appaga.

Ciascuno con la sua personalità, i bidoni.

Con i sacchi che contengono, le striature, i colori.

Sono atteggiamenti, ciò che individualmente esprimono.

“Atteggiamenti” ; “individualmente” ?

Non dovrei riservare queste definizioni a entità umane, od almeno animate?

Parlavamo di fissità, in esordio.

Le persone coinvolte promanano un certo tasso di staticità, e non sembrano soffrire del fatto che il rapido tempo d’otturazione interrompe movimenti che avevano più la solennità della quiete che l’irrequietudine del dinamismo.

I bidoni, invece, con la forma parlano un plastico linguaggio.

Le barche, poi.

Passano sì, ma non debordano da mero orpello.

Tratteggiano in subordine, offrono un moderato contrappeso.

La fisica distinguerebbe: oggetti naturali, manufatti, soggetti animati.

Qui però le relazioni non rispondono ad uno schema organico che prescinda da forze sul campo interagenti.

Abbiamo oggetti più vivi di persone, nonché periferiche ibridazioni.

Perché anche nei natanti che punteggiano lo sfondo vi sono umani, ma  a visivamente agire sono le vele.

Ho scritto “vivi”, e mi riferivo ai bidoni.

Vivi e vividi, così partecipano alla composizione e la innervano.

La fisica distinguerebbe: oggetti naturali, manufatti, soggetti animati, scrivevo.

Con questo schema in mente, ne deriverebbe: O + M + S

Ma qui l’animazione non conosce biologia.

Perché O + M + S parrebbe siglare una progressione ascendente verso attività: silenti gli Oggetti; contenenti vita infusa i Manufatti; parlanti i Soggetti.

No, qui non funziona così.

Se vi è del moto, è nel mare, ma esso si limita ad assistere impassibile.

Dunque in questo caso il movimento non è indice di espressione.

Qui abbiamo: On + Mp + Sg in luogo di Os + Mvi + Sp.

Sì, gli oggetti naturali sono neutri, in questa immagine.

I manufatti, parlanti.

I soggetti animati, gregari.

L’animazione non discende dalla chimica, ma dalla struttura complessiva.

E l’intenzione?

Quanto ad essa, dovremmo raggruppare: (O + M) + S, in quanto solo esseri pensanti possono concepire intenti.

Ma qui i pensanti non pensano alla composizione, non sapendo di farne parte.

No, qui a recitare sono i bidoni.

La fotografia è in perenne ricerca di palcoscenici, se non intendiamo chiamarli scenari.

E li trova anche ove linfa non si direbbe scorra.

 

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Claudio Trezzani

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