Gesti & Intenti

In “L’Oltre” esaminavo tra l’altro una situazione fotografica in cui ciò che appariva non costituiva una rappresentazione esaustiva dell’accaduto.

Non la costituiva poiché vi era un prima collegato al poi, ed anche inanellando una sequenza di fotogrammi sarebbe mancata la componente sonora.

Si trattava di una storia non completamente intellegibile mediante immagini fisse prive di corredo fonografico, ed insomma.

Tuttavia osservavo: “la Fotografia è mezzo che sottraendo focalizza”.

E: “Ciò che qui non dice, molto spesso altrove condensa”.

Infinite sono le sfumature a questo riguardo.

Le sfumature relazionali tra ciò che appare e ciò che è stato.

Un ulteriore angolazione da cui osservare tale tipologia di fenomeni è appuntare l’attenzione sui gesti.

Gesti che nascondono – o mostrano, in variata misura – intenti.

Nella prima immagine a corredo di questo brano l’intento è palese: telefonare, o più probabilmente trarre scatti dal dispositivo.

Gesto direttamente rapportato all’intento, dunque.

Un momento, epperò: abbiamo parlato dell’intenzione del ritratto, ma cosa possiamo dire di quella del ritrattore?

Siccome esso coincide con la mia persona, sono qui pronto a rispondere.

Ebbene, il mio intento era di realizzare una immagine astratta che giostrasse con forme e colori.

La seconda fotografia presenta invece affinità con il caso cui accennavo a proposito del mio articolo “L’Oltre”:
c’era una storia non interamente esprimibile traverso singolo fotogramma.

Ma mentre in quel frangente si aveva parzialità ma non soverchia possibilità di fraintendimento, come interpretare qui le mani della donna sulla schiena dell’uomo?

La situazione è curiosa ed articolata.

Principio col riferire che alle spalle della coppia vi era un glorioso istituto d’educazione musicale.

E’ un indizio non irrilevante, ma immagino non sia sufficiente a svelare l’arcano.

Così lo faccio io: la donna stava scherzosamente provando passi pianistici sulle terga dell’uomo.

Ergo, forse dovremmo citare Friedrich Schiller: “Tutti giudicano secondo l’apparenza, nessuno secondo la sostanza”.

Certo, l’affermazione è tra il draconiano ed il manicheo.

E tuttavia: l’una e l’altra non sono che aspetti di una stessa totalità.

E la Fotografia è sempre al servizio della loro composizione e distribuzione.

 

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Claudio Trezzani

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