Fotografia, Letteratura, Geometria

Composizione.

In musica è un insieme di suoni successivamente riprodotti.

In letteratura un insieme di parole progressivamente collocate.

E in fotografia?
Un insieme di figure geometriche racchiuse in una inquadratura.

Si fa presto a dire “figure geometriche”, purtuttavia.

Lo sono una persona, un filo d’erba, un sasso.

E non è finita qui.

Accertata ciascuna specificità ontologica, rimangono da stabilire relazioni.

Più ancora: si può abdicare alla letteralità ed alla intrinsecità mediante una doppia operazione.

Essa consiste nel deprivare e riassegnare.

La fotografia a corredo di questo brano chiarisce queste ultime mie asserzioni.

L’ombrellone non è più un ombrellone.

È divenuto un puro segmento e un latore di cromia.

L’orizzonte è ora un segmento che perpendicolarmente si contrappone all’ex ombrellone.

Il colore di cielo e mare partecipano a vivida antitesi sotto l’egida del noto procedimento teal and orange.

Ho eseguito varie versioni di questo scatto.

Ho poi prescelto la presente, con un tempo d’otturazione di novantatrè secondi.

Perché?

Poiché guai se fossero apparse increspature di fine dettaglio sulla superficie marina.

Avrebbe costituito una asintonia.

Un suono disarmonico in un accordo.

L’identità della fotografia è: due segmenti, due colori.

Spume d’onda avrebbero comportato più di una ridondanza, una vera e propria Babele.

Ecco, una Babele.

Siamo approdati alla lingua, alla letteratura.

La parola è colorata dal contesto come un dettaglio lo è dallo sfondo.

Parlavamo d’erba.

Citata da uno spacciatore, diviene droga.

Torniamo al mare, ora.

Ancora e ancòra non sono la stessa cosa.

La seconda afferisce al tempo, e la prima, sì, alla marineria.

Spostando un accento abbiamo mutato il significato.

Elidendo le increspature acquee abbiamo siglato un novello campo d’interdipendenze.

Uno stesso oggetto giuoca diversi ruoli.

Letteratura, fotografia, musica, geometria.

Il senso giace, si sposta, si libra.

Attraversa e perfora l’intrigante poliformia dell’essere.

 

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Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/account/artworks/874534

 

 

 

 

 

 

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