Enfasi ed interruzione

Arrivo o partenza?

L’eccellente fotografia di Michael Schlegel a corredo di questo brano lascia l’interrogativo aperto, purtuttavia fornisce possibili chiavi di lettura.

Il fuoco è in campo medio, là dove sono gli alberi gemelli.

La cui esistenza ci parla di una meta, ma considerarli puntelli fondativi per converso alluderebbe all’inizio di un viaggio: si parte poggiandosi sulla propria origine.

In ogni caso la summenzionata posizione è dettagliata, non altrettanto l’estremità opposta dei binari di terra.

Anche così non abbiamo una vettorialità certa: considerando le due polarità fuoco/isolazione e indeterminatezza/cesura, a ciascuna di esse si può attribuire una valenza tanto di inizio quanto di fine:
in su se i propri obiettivi vanno vieppiù precisandosi; in giù se durante il cammino si perde progressivamente la propria identità.

Ma una direzione, purchessia, c’è.

Che dire allora se la summentovata cesura si trova in entrambe le direzioni?

Non è forse vero che se oltre all’α manca anche l’ω non esiste più un percorso intraprendibile?

È il caso delle altre tre fotografie allegate a questo articolo.

La prima tronca morbidamente: la curva è dolce, e vi è aria attorno al segmento luminato.

La seconda è imperiosa e manichea: prepotentemente esisto e condiziono.

La terza introduce una forza oscura benché luminosa:

il mainstream fluisce sì con sicuro vigore, ma io ad esso mi contrappongo perpendicolarmente, dice la succitata forza.

Lo faccio poiché traggo legittimazione dal varco nel muro che m’infonde vita.

Ecco allora il fotografare: troviamo cose di cui giocoforza spezziamo un continuum, poiché l’inquadratura apporta finitezza.

A questo punto siamo al cospetto di roventi spinte, quando la grafica del reale ce le rivela.

Possiamo allora enfatizzare – con gli opposti strumenti di fuoco e vignettatura – oppure sopire e troncare.

Ma non siamo mafiosi: troncare sì, ma non sopire.

Ogni corsa da ambo i lati interrotta disvela la sua potenza proprio nel momento in cui le si usa la violenza della parzialità.

Essa proclama la sua volontà di proseguire a dispetto della nostra illusione coercitoria.

Scegliere evidenzia, e il movimento non ne costituisce eccezione.

 

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Claudio Trezzani

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