Dronuali Croci

Croci, ed orizzonti.

Sì, orizzonti.

Deve essere sgombro, lo sfondo davanti al quale svettano le croci poste sulla sommità di campanili?

La faccenda non è di facile – per lo meno, univoca – risoluzione.

Stiamo parlando di droni, intuibilmente.

Ovvero gli unici dispositivi in grado d’intimamente colloquiare con le summentovate croci.

Di farlo cioè senza potenziale nocumento a persone e cose (ove permesso, e senza nessuno sotto).

Croci ed orizzonti, dicevo.

Se la croce debba risultare nel campo neutro del cielo.

Se il predetto cielo debba essere lattiginosamente indistinto oppure recare il disegno di nuvole (a parziale discapito della neutralità, così).

Se invece debba – o possa – “contaminarsi” con le sottostanti costruzioni.

In certa misura “gioca la giocoforza”, qui.

Nel senso che avere la croce con il cielo dietro è sempre possibile, ma ciò condiziona la posizione della croce istessa in seno all’inquadratura.

E quanto all’inquadratura, per favore dimentichiamoci la regola dei terzi, o qualsivoglia altra pedanteria artamenente assurta al rango di stile.

Croce al centro, ed insomma.

Ma al centro rispetto alla disposizione trasversale.

Quanto a quella verticale, qui si torna alle considerazioni testé esposte.

Ovvero ricercare un bilanciamento tra posizione “generale” e posizione “particolare”.

Posizione rispetto al fotogramma e posizione quanto a contenuto del fotogramma, intendo.

Senza debordare da un’ottica di ortogonalità (le inclinazioni lasciamole ai dilettanti, direi).

Luci e colori, poi.

Può essere utile – ma ogni scatto è un caso a sé – attenuare la luminosità del blu e dell’azzurro poiché così si modera la luminosità del cielo.

Fatto salvo ogni altro postproduzionale espediente volto all’attenuazione delle alte luci, beninteso.

Allo stesso speculare modo, regolare gialli, aranci e rossi (in minor misura, verdi) acciocché il dettaglio di quanto giace sotto non risulti appesantito da una soverchiante ombra.

Sempre non dimenticando il taglio espressivo che ci si prefigge conferire all’immagine.

Il che porta ad una tensione verso mediazione dell’istanza tecnica ed artistica.

Siete pronti a procedere a Vostra volta?

Bene, grazie.

E rammentate, se V’aggrada farlo: prima uno sguardo giù con la camera in orientamento zenitale: anche il sito è consentito dalle mappe al sorvolo, verificate che il sagrato sia sgombro.

 

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Claudio Trezzani

 

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