Dimensioni & Oscillazioni

Lazar Markovic Lisickij, a proposito di una serie di dipinti che realizzò attorno gli anni ’20 del secolo scorso: “Il proun inizia come una superficie piana.

Poi si trasforma in un modello dello spazio tridimensionale. Infine questo prosegue evolvendosi con la costruzione e la fusione asimmetrica e pluriassiale di tutti gli oggetti del vivere quotidiano”.

Ecco, pluriassiale.

Lo vedete dal quadro a corredo di questo brano: gli oggetti sono rappresentati in purezza, ognuno conchiuso in sé stesso, indipendente seppur dialogante.

E noi fotografi?

Questione da me più volte affrontata: abbiamo ingenti margini di manovra, ma che traggono origine dal reale, ovvero non prescindono da una plausibilità rappresentativa.

Come andare oltre senza tradire?

La risposta l’ha trovata Gabriel Cabellan.

E’ tutto vero, ma il comportamento è binato.

Perchè vi è un brandello di riva, con la sua letterale riproduzione.

Ma la porzione prevalente dell’inquadratura ondeggia, perchè si sostanzia del riflesso in acqua.

Ondeggia? Si sostanzia?

Parrebbe antitesi: una cosa o è granitica, indi solidamente identificabile, oppure rarefatta, e perciò evanescente.

Non qui.

Si è andato oltre senza tradire, qui.

Perchè le forme oniricamente dilatate sono quelle stesse che l’occhio nudo coglie, in assenza di pronunciato modo ondoso.

Allo stesso tempo, esse sono protese verso ulteriore modellazione, non paghe d’ingabbiante stasi.

Ecco, la Fotografia: indagare, scovare, sollecitare visioni.

 

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Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/claudiotrezzani

 

 

 

 

 

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