Desiderati e non

I movimenti.

Già, i movimenti.

Aristotele ne aveva contati 47 o 55 tipi, suscitando le ire postume del matematico Piergiorgio Odifreddi.

Noi fotografi possiamo dividerli in due sole categorie: desiderati, e non.

Desiderati, quelli scelti per la ritrazione.

Indesiderati, quelli che concorrono a rendere mossa od instabile, la ritrazione.

Qui, un mio filmato.

Vedete, di vento ve n’era tanto.

Che si fa in siffatti frangenti?

Stativo regolato sulla minima altezza.

Via la tracolla, sortirebbe l’effetto/bandiera.

Zavorra pesante attaccata al treppiede.

Scatto ritardato e tempo d’otturazione breve.

No, un momento.

E’ un filmato, tocca sorbirsi i frame/rates disponibili.

E poi, il fattore d’ingrandimento.

Sapete, le condizioni erano identiche in tutte e quattro le clip raccordate nel video.

Lo stesso vento intenso, postazioni vicine e ugualmente investite dalla collera di Eolo.

Ma in due sulla fotocamera era montato un 50 mm interfacciato ad un sensore di taglia APS – C.

Sulle altre due un lungo teleobiettivo.

Il risultato?

Le due sequenze “corte” sono risultate stabili; quelle lunghe no.

Circa quest’ultime, in un caso si è rimediato con la postproduzione, nell’altro essa ha avuto risolutivo effetto solo su di una porzione del filmato.

Ecco l’importanza di considerare la lunghezza focale – a cagione del fattore d’ingrandimento che esprime – nell’equazione che comprende presupposti ed esiti.

Se i fattori di disturbo sono ingenti, la necessità di incrementare l’intensità dei rimedi crescerà esponenzialmente.

E rimedi neppure più tali saranno, oltre una certa entità del disturbo, e nonostante un ricorso apparentemente massivo alle contromisure.

Ecco dunque, la fotografia.

Nulla sostituisce l’esperienza sul campo.

E nulla si può contro forze preponderanti.

Ma giostrare con gli elementi, è lì il sapore.

 

All rights reserved

Claudio Trezzani

https://www.saatchiart.com/claudiotrezzani

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

error: Alert: Contenuto protetto!