Dentro appropriatezza

La questione è stata posta persino a proposito delle apparizioni casalinghe di persone intervistate a distanza – in tempi di separazione per motivi sanitari – ed è vieppiù rilevante per noi fotografi e videografi: la qualità dell’allestimento scenico attorno a chi parla.

Allestimento scenico, a voler essere verbalmente generosi.

Muri storti, distorsioni prospettiche, luci incongruenti, affastellata eterogeneità degli elementi compresi nel l’inquadratura.

In una parola, sciatteria.

Filosoficamente discettando, si potrebbe obiettare che il contenuto è più importante del contenente.

Per converso – e senza fuoriuscire da una impostazione speculativa – non è peregrino osservare che la cura per l’assetto visuale costituisce degno – e non distonico – preludio alla propalazione dei dati durante i filmati.

Qualcosa a che vedere con le teorie di Mc Luhan, ed insomma.

Del resto, non sto condannando un abbigliamento informale o una disinvoltura espressiva:
oltreoceano vi sono similragazzotti con il berretto da baseball calato sul capo all’incontrario, e poi dietro la macchina di ripresa si scorge un impianto/luci degno di un set cinematografico.

No, la questione ruota attorno la pulizia formale.

Di più: impegno e consapevolezza marcano la cifra stilistica non disgiunta mente da quanto verrà discorsivamente esplicitato.

Non è armonico essere apollineamente cartesiani nei ragionamenti ed allo stesso tempo sbracatamente dionisiaci in senso degenere per come ci si presenta.

Dael Maselli va virtuosamente oltre.

Lo scenario del suo filmato – lo potete rimirare nell’allegato screenshot – reputo assai apprezzabile.

La fotografia alle spalle, il muro, il divano sono entità conchiuse.

Eppure, ciascuna d’esse racconta una cangiante storia cromatica di rimarchevole coesione complessiva.

Da sinistra a destra il loro tono muta all’elevarsi dei gradi Kelvin.

Dal freddo al caldo, con un timbro complessivo di sapore teal/orange.

Abbigliamento ed incarnato sono dicotomici e complementari, in questo:

La maglietta partecipa al blu; viso e mano all’arancio.

Lo sguardo è appeso alla sezione murale, zona neutra scevra da distrazioni grafiche.

Quanto poi Maselli dirà, non sarà privo da densità ed articolata pregnanza.

Ecco, così si fa.

Sapete, quando casualmente seguo un automobilista proclive alle infrazioni, in breve tempo gliene vedrò commettere di ulteriori.

Al contrario, se uno è serio tende ad esserlo in ogni manifestazione della sua personalità.

Ecco, un unicum in un continuum.

Alla fotografia, giova.

 

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Claudio Trezzani

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