Dall’Iran, valore.

Magritte e la nuvola.

A far da spuma a calice.

Sopra roccia.

Avanti stipite.

In corpo di rondine.

Un τοπος visuale, è divenuta.

Ma ad ulteriori sentire s’applica.

Atefeh Karimzadeh e Mehdi Nazeri incarnano novelle intime inclusioni.

Quella di Mehdi mette l’anelito in mezzo.

E’ la scala, l’anelito.

Un desiderio che si protende.

Nessuno sale, perchè a ciascuno è dato farlo.

Dall’acqua al cielo, col tuffo in mente.

Ogni cosa brama osmosi, coesione, intrusione.

Sapore magrittiano nella nuvola di Atefeh.

Sublime icasticità, prosciugamento, purificazione.

La tesa, siluettata grafia d’un palo.

Vigila ed abbraccia, quel palo.

Cornicia nembo, che cornicia volatile.

Ma tutto vola, qui, pur in apparente stasi.

Perchè vi è ariosità, nella densità.

Il segno è potente, e potentemente si libra.

E si libra il canto, dall’Iran.

Cantano due suoi figli, che la Fotografia onorano.

 

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Claudio Trezzani

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