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Dal particolare al… particolare

Dal particolare al … particolare. Essì, non è una ἐπαγωγή!

Spiego, spiego…

Per isolare un particolare in fotografia – oltre al ricorso all’ingrandimento trattato nei precedenti articoli – si può fare ricorso alla focheggiatura selettiva.

Si passa così dall’isolazione del particolare ottenuta mediante l’inquadratura a quella conseguita tramite l’uso mirato della messa a fuoco.

Il discorso s’inscrive nel molto più vasto alveo dell’intento del fotografo a suggerire divagazioni o digressioni.

Come ricordavo in pregressi brani il potere evocativo di ogni immagine non è esclusivamente nelle mani del realizzatore: egli può aver o non aver posto in essere artifizi volti a suggerire percorsi alternativi alla letteralità – alla dinamica meramente documentaria e funzionale – nei confronti di chi guarda, ma è quest’ultimo a farsi carico dell’interpretazione finale nella filiera della fruizione. Costui, come individuo, riversa ogni volta il suo vissuto e la sua condizione emotiva contingente nel rapportarsi a ciascuna fotografia, e la cosa si moltiplica per quante sono le persone che osservano ogni singola immagine.

La prima fotografia a corredo di questo brano: un tronco adagiato su di una spiaggia. L’inquadratura non lo comprende tutto, né se ne incarica la focheggiatura. Il mio proposito è stato di lasciare a chi guarda la facoltà di cullarsi nella dimensione materica e grafica dell’oggetto, senza curarsi del suo sviluppo totale o della sua relazione geometrica con l’ambiente. Purtuttavia, siamo ancora al cospetto di una raffigurazione che consente la piena intellegibilità complessiva del contesto.

Consideriamo ora la seconda fotografia: è il bordo di una panchina. Ve l’ho detto io, e ciò poteva o non poteva essere necessario alla definizione della letteralità a seconda del grado di familiarità dell’osservatore con la situazione. Che essa venga o meno individuata non conta, ai fini della percezione: ancora una volta, il proposito è che chi guarda si adagi – mollemente o veementemente, in dipendenza dal suo stato d’animo e della sua esperienza – sulla porzione di nitida focheggiatura.

Il bordo diventerà così un elemento in sé conchiuso, fluttuante in indistinta materia. Cosa ricorda ad ognuno costituisce l’aspetto polisemantico della fotografia cui più volte nel tempo ho accennato.

La realtà come trampolino, ed insomma, non come condanna.

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