Confittità o purezza

Legami.

Una barca alla fonda non può non averli.

Con boa, se in rada.

Con ogni sorta di gavitello, cima, palo, se a riva.

Ecco, pali.

Pali confitti in acqua.

Astrazione vorrebbe non fossero.

Geometria vorrebbe altrettanto.

Purezza, in sintesi.

La progressione è inversamente illustrata nelle tre fotografie a corredo di questo brano.

Barca verde, purezza non lontana.

Purezza come pulizia formale, questa intendo.

Legami sì, ma limitati a rado cordame.

E omogeneità di contorno solo compromessa da alghe sul fondo.

Barca blu con pozzetto biancorosso, ora.

In acqua niente distrae, e ciò è notevole.

E’ cosa assai importante, per la pulizia formale.

Ma quei pali, ah, quei pali!

Sapete, è una vexata quaestio.

Le deformazioni prospettiche delle ritrazioni dronuali in prospettiva zenitale.

Ciò che non è posto al centro, lateralmente fugge.

Connaturato alla imperante grandangolarità degli obiettivi montati sui droni, ma non per questo meno devastante.

Grottesca caricatura di ciò che l’occhio umano vede.

Barca rossa, infine.

Devastazione, ma devastazione mediata.

Cosa significa?

Che oltre ai pali sghembi, molte altre incongruità geometriche affliggono l’inquadratura.

Così tante, che il loro rutilare induce chi guarda a mediare la visione con diverso intento:non guarda più attorno, si focalizza sul natante.

Ecco, la fotografia, con espresso riferimento alle zenitalità dronuali: governare cose, o affidare il governo alla percezione di priorità.

Talora primigenia purezza impone intransigenza.

In altre occasioni sintesi suggerisce sacrificio del dettaglio in nome di superiore interesse.

 

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Claudio Trezzani

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