Concordanza e convergenza

Si fa presto a dire concordanza.

L’etimologia deriva dal latino (cum + cor) e significa “con lo stesso cuore”.

Organo che è posseduto sia dal fotografo che dalla modella, altrimenti non sarebbero vivi.

Ma può essere lo stesso, il cuore?

Considerare il quesito metaforico non contiene ipso facto la risposta.

Perchè ciò che avviene è il prodotto di due sensibilità.

Di più: è il prodotto della declinazione istantanea di una delle sfumature possibili all’interno di ciascuna personalità.

Ma esiste anche un “dopo”?

Certamente: è quando il fotografo si accosta postproduzionalmente all’immagine per apportarvi rifiniture.

In quel momento, il fotografo non è più lo stesso.

Ovvero: pur a parità d’identità, la sua condizione emotiva non coincide con quella che aveva al momento dello scatto.

Però in questo momento successivo è in grado di saggiare con maggior agio meditativo la condizione che era del soggetto, esaminandone l’espressione.

Individuato il “tono” del ritratto, quale scelta spetta al ritraente?

A questo proposito, è lecito attribuire ad una caratteristica tecnica una dignità espressiva che si spinge all’introspezione psicologica?

Thierry Magniez, Sergey Dizel, Marcell Mellema lo hanno fatto.

Tre eccellenti fotografie ognuna delle quali si affida ad una scelta tonale per conferire una cifra stilistica che aderisca alla sfera emotiva.

Therry ha intitolato “sweetness” il suo scatto, ed in effetti dolcezza vi è.

Essenzialmente in curve e drappeggi, una soffusitudine che trova cesura – ma armonica, d’ispirato raccordo – con la porzione superiore dell’inquadratura, netta nel taglio di ciglia e capelli.

Opposta optazione per Sergey.

Ha scorto volitività, e ha reso questa determinazione con un sapiente trattamento del contrasto, che potentemente staglia pur senza aggredire.

Di riuscita, proteiforme intermedietà l’esito di Marcell.

L’elemento onirico della ritrazione è sottolineato da una estensione tonale ricca senza indulgere agli estremi di banda.

La flessuosa plasticità dell’insieme trova azzeccato contrappunto con la ferma delineazione e delimitazione delle ombre.

Ecco, la Fotografia.

Scavare, scavare, ed ancora scavare.

 

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Claudio Trezzani

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