Comandi meno… remoti

Utilizzare fotocamere a distanza.

Tecnicamente non sussistono più impedimenti alla realizzazione.

Prassualmente, i vantaggi sono assai interessanti.

Osservare agevolmente una inquadratura estrema in macchine sprovviste di schermo basculabile.

Inquadrare sé stessi stando notevolmente distanti dal dispositivo di ritrazione.

Eseguire operazioni senza interferire fisicamente con il mezzo.

Sì, ma quali operazioni?

Recentemente ho più volte citato accorgimenti adottati nel mondo del cinema e delle produzioni videografiche in generale poiché spesso costituiscono soluzioni raffinate di spiccata utilità che possono indicare proficue strade da intraprendere.

In questo caso mi riferisco all’app che consente ad una Red Komodo di essere governata da smartphone.

Come dite, tale funzione è ormai comune ad un cospicuo numero di macchine fotografiche anche di non notevoli ambizioni?

Sì, ma generalmente fanno pietà, se mi passate la crudezza espressiva.

Limitazioni al formato jpg, talvolta.

Impossibilità di giostrare tra modi d’esposizione.

Farragginosità di procedure connettive.

Volete sapere una cosa ridicola?

In una mirrorless aps-c – di blasonata marca – potete impostare pregressanente la modalità interamente manuale, indi selezionare la posa Bulb.

Ebbene, quando accederete ai comandi sullo smartphone la finestra dei tempi si riposizionerà ineluttabilnente su 30 secondi.

Forse il costruttore teme che i clienti gli facciano  mancare i proventi di pochi euro relativi alla commerciazione di cavetti di scatto?

Con la app del Komodo, ben altra faccenda.

Vedete – nell’allegato screenshot – quante cose si possono fare ed apprendere?

C’è persino il sistema pittogrammatico di semaforini per le avvertenze esposimetriche, indovinata prerogativa della Casa.

Bella forza, la Komodo costa più di cinquemila euro, direte Voi.

Ma io sono qui a mostrarvi l’Anticristo.

Che nello specifico ambito si chiama Dji.

Sì, quella dei droni.

Lei, o qualsiasi altro fabbricante di aggeggini volanti con occhi ottici e digitali.

Sapete, quando un drone è per aria non potete metterci sopra le mani.

È giocoforza poter fare tutto da remoto.

Ed allora no bullshit, come dicono oltreoceano: qualsiasi app di pilotaggio a distanza dei droni dimostra che è possibile dotare di di una pletora di funzioni utili e variegate anche un prodotto assai economico.

Ergo, i tempi sono maturi.

Acciocchè anche le macchine fotografiche traggano beneficio da una serie veramente completa di funzioni azionabili stando staccati dall’attrezzatura, intendo.

Comandi meno… remoti, come scrivo semiceliando nel titolo di questo articolo.

Nel senso che siano sì remoti nel funzionamento tecnico, ma non remoti nel senso figurato del termine: pienamente utilizzabili ed accessibili, ed invece.

Perché la posta in gioco è rilevante: profittare di ciò che l’odierna tecnologia permette per gettare un virtuoso ponte tra tecnica e creatività.

 

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Claudio Trezzani

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