Colori, accostamenti, droni

Come sappiamo, cuocendo l’argilla si ottiene un mattone di colore rosso, che in tal modo permane nell’aspetto di edifici non intonacati.

Quando essi sono immersi nella vegetazione, si ottiene “spontaneamente” un fenomeno importante in fotografia, preceduta in questo dalla pittura: l’accostamento di colori complementari.

Se in pittura il maneggio di queste tonalità ha preciso impiego pratico nella dinamica combinatoria di una tavolozza, in fotografia sortisce l’esito di una esaltazione reciproca.

Del resto l’uomo è da tempo consapevole di questo effetto: si pensi ad esempio alla stola sacerdotale, ove su sfondo viola si innervano arabeschi di colore giallo.

Abbiamo così accennato a due coppie di colori complementari, questa relativa tra l’altro ai parametri sacri e  quella derivante dall’accostamento mattone / vegetazione, come in questo mio filmato realizzato con drone presso il castello di Montesegale.

Ma giacché siamo entrati nel mondo dei velivoli a pilotaggio remoto, all’interno dell’impiego di colori complementari esiste in Russia una troupe che ha fatto di questo accorgimento una sublime tecnica artistica.

Sto parlando di Time Lab Pro: conduttori di droni come Andrey Rodin, registi come Ivan Golubkov e maestri di color grading come Yaroslav Kuryanovich hanno dato vita ad una squadra che – affinatasi nel tempo sino ai risultati odierni – reputo tra le migliori in assoluto nel mondo dei droni.

Nello specifico del trattamento del colore tramite i complementari, hanno reso nota distintiva delle loro produzioni il procedimento teil orange, concernente la coppia blu / arancione.

Si tratta di una tecnica talvolta abusata in cinematografia, ma nelle loro mani ha assurto a vette di rara suggestione.

Abbiamo così la convergenza di due istanze – colore e ripresa aerea – in una combinazione che riveste i caratteri di una univoca peculiarità.

 

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Claudio Trezzani

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