Alla ricerca della rettitudine

Tenere la schiena dritta.

Rettitudine, in senso metaforico, ovvero fierezza di probità.

Tenere l’orizzonte dritto.

Rettilinearità, detto di obiettivi che non siano fish eyes.

Ma anche rettitudine, parimenti.

Perchè abiurare l’orizzonte dritto è indice di flebilità morale, volendo un poco eccedere con la severità d’analisi.

Ciò in quanto si cede a sciatteria nel rinunciare ad impiegare mezzi idonei.

Ne va della morale, per non aver rispettato fedeltà riproduttiva, dunque propalazione di verità.

Eppure, la turpe prassi va tristamente – tristamente, non tristemente, come con intenzione scriveva Boccaccio – diffondendosi.

Questo avviene principalmente con le action camera, che gl’incompetenti per brevità d’apprendimento e di portabilità adottano.

In questo contesto Rettilinearità è una Parola Grossa.

Lo è non solo a riguardo di quelle lenti che dichiarano di non averla, per l’appunto i sì appellati fish eyes.

Lo è anche per i fish eyes mascherati da rettilineari.

Sì, è un imbroglio che si consuma via software.

Taluni obiettivi grandangolari di dimensione lillipuziane cacciati a forza entro camere cubicolari otticamente nascono con le tipiche distorsioni ad occhio di pesce, ma la magia digitale li trasforma alla bell’emeglio in lenti “corrette”.

Alla bell’emeglio o alla bell’epeggio.

Concedo: oltre un certo angolo di campo, anche obiettivi “sani” non possono sottrarsi alla curvatura dell’orizzonte, quando si discostano dall’orientamento ortogonale rispetto al branditore del dispositivo.

Ma con le action camera è tutto un inclinare il diversamente inclinabile.

Vedete la barca?

L’action camera non si alzerà, è fissata in solido con lo scafo.

Si alzasse, recupererebbe la virtù perduta, come mostra il filmato – la scogliera è quella gloriosa di Calafura – a corredo di questo brano.

Gli è (manzonianamente), epperò, che la “democratizzazione digitale” della Fotografia ha sortito l’effetto collaterale di mettere in mani sprovvedute le action camera quando l’action contenuta nel termine non si verifica.

Ecco allora seriosi recensori di automobili gravemente discettare delle linee di una vettura girandole attorno con una action camera in mano.

Linee dritte diverranno impropriamente curve, ed insomma.

No, niente sostituisce un 50 mm, se proprio vogliamo forzatamente e funzionalmente epitomizzare una focale.

Come nella fotografia allegata (no, non quella della barca…), giusto per pescare dal florilegio: vedete l’automobile?

Sì, bene, grazie di aver appuntato lì la Vostra attenzione.

Sapete, le linee dritte che ci sono, tali sono anche nell’originale.

Quelle curve, anche.

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Claudio Trezzani

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