A caccia di millimetri

Una volta il bravissimo fotografo Franco Razzini (che avevo recensito in questa rubrica tempo fa) mi disse:
“basta un millimetro a fare la differenza tra una foto riuscita oppure no”.

Anche altri lo affermano, perché ne sussistono i presupposti.

Andiamo qui a caccia non di valore, ma di disvalore.

Il drone, alto e maestoso, naviga sulla spiaggia di Marina di Carrara.

Cattura una immagine dall’ampio angolo di campo, che in postproduzione circoscrivo.

Elimino una porzione sul margine destro del fotogramma: vi era una strada dall’andamento irregolare.

Ciò che rimane comprende la massa di stabilimenti balneari e, in alto e a sinistra l’orizzonte montagnoso che sfuma verso le isole di Tino e Tinetto.

Graficamente preponderante diviene lo sviluppo costale, che disegna un morbido arco trasversalmente all’inquadratura.

Attenzione, però.

La linea del bagnasciuga è vicinissima all’angolo inferiore sinistro, ma non coincide esattamente con l’intersezione dei lati.

Eccolo lì il millimetro conteso.

Non mi sarebbe costato niente “inserire” la linea nell’angolo.

Ci avrei messo un attimo e avrei fatto “bella figura” geometricamente.

Siamo sicuri che sarebbe stata una scelta preferenziale?

Sono qui a smentirlo.

Perché ci sono “morto dietro” come idiomaticamente si suole appellare, a quel millimetro di differenza lì.

Per realizzare la summenzionata equivalenza, avrei dovuto sacrificare un lembo nella parte inferiore dell’immagine.

Sacrificio di breve entità, che ciononostante ho ritenuto insostenibile.

Troppo importante ciò che avviene sotto.

Niente di sacrificabile, fra sdraio ed ombrelloni.

Ed inoltre: sarebbe scomparsa la linea-guida della passatoia bianca.

In realtà, una cosa ho sì eliso, ma senza alterazioni del rapporto d’ingrandimento:
un lillipuziano manufatto bianco che in prossimità dell’angolo “conduceva fuori” la lettura.

Il taglio del margine destro, netto per necessità d’economia complessiva, reca una piccola sbavatura nella scansione  delle costruzioni ad un quarto verticale.

Perché allora non ho tagliato alla fatidica quota di -1mm?

Perché in quel caso avrei spezzato l’andamento del bagnasciuga, in alto.

Necessità, priorità, compromessi.

“Morire dietro” ad un millimetro perso o ritrovato è il sale della Fotografia.

 

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Claudio Trezzani

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