Visualizzare l’invisibile con Nello Rossi

© Roberto Besana

 

Ventitré anni dopo la presa di Roma, nel novembre del 1893, ci furono numerose manifestazioni studentesche anticlericali provocate dall’inaugurazione del monumento a Giordano Bruno in Campo de’ Fiori, dove, il 17 febbraio del 1600, il filosofo era stato arso vivo: monumento che il Vaticano aveva cercato con ogni mezzo, ma inutilmente, di impedire che fosse eretto. La statua, realizzata nel 1889 da Ettore Ferrari, è, oltre che un severo monito per i seguaci della “religione dell’amore per il prossimo”, una decisa rivendicazione laica del libero pensiero. Ma, per chi si interessa di storia delle immagini, è anche qualcosa di più e di piuttosto raro. È infatti una delle poche immagini in cui l’artista è riuscito a visualizzare l’invisibile: in questo caso, il pensiero, la facoltà di riflettere, che è poi la ragione per cui il filosofo nolano è stato condannato a morte.

L’ “eretico” è stato infatti rappresentato mentre sta meditando su un pensiero letto nel libro che tiene con la mano destra, o da quello suggerito: il dito indice posto fra le pagine funge da momentaneo segnalibro, in attesa di riprendere la lettura.

La piazza – al cui centro è posizionata la statua che ho sempre avvertito come cupa prima di accorgermi, grazie a una fotografia di Jastrow pubblicata su Wikipedia, del particolare appena ricordato che le conferisce una luce completamente nuova – è oggi luogo di mercato. Tempo fa avevo pubblicato su Facebook un post in cui si vede il monumento seminascosto dalle bancarelle. L’amico Roberto Besana ha scelto un diverso, molto suggestivo, punto di vista per la sua bella fotografia, in cui la statua del grande pensatore, che credeva in un «universo infinito», sembra emergere da un mare di bancarelle.

E anche questa immagine può essere letta in due modi: a dispetto dei crimini dei religiosi, la vita, che è più forte delle loro superstizioni, continua, e questa è la lettura positiva; quella negativa, invece, è che la superstizione è sopravvissuta alla morte del libero pensatore, morte che è stata in tranquillità metabolizzata dalla vita di tutti i giorni, che preferisce dimenticarsi di tante simili amarezze, ammesso che se ne abbia notizia.

 

Nello Rossi

 

 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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