© Roberto Besana

 

“Nature Above All” è il motto della Evergreen Marine Corporation ( anche se sospetto che sopra a tutto ci sia, come quasi sempre, il guadagno ), la compagnia che si vanta di avere progressivamente ridotto l’emissione di anidride carbonica per il trasporto delle merci contenute nei suoi containers, inquinamento che si prefigge di azzerare nel 2050. Da qui il nome, sempreverde, che sa di biologico, di rispetto per la natura. Purtroppo, per ora, le merci vengono trasportate in milioni e milioni di questi enormi contenitori, che trasportano di tutto, anche merci non legali, provocando un enorme inquinamento per il nostro pianeta.

Per quanto riguarda lo spostamento delle merci, la globalizzazione funziona benissimo, anche troppo. Lo spostamento delle persone – che un cretino ha definito tempo fa «carico residuo» ( Adolf Eichmann chiamava le persone che faceva trasportare nei campi di lavoro e di sterminio «Stücken», pezzi ) – invece funziona malissimo. Dei governanti poco avveduti e un po’ razzisti, che fanno finta di non ricordarsi di quanti milioni di italiani sono emigrati in cerca di una vita un po’ migliore, hanno pensato bene di organizzare un anomalo centro di detenzione per gli immigrati, una sorta di costosissimo e vergognosissimo “subappalto” affidato a un paese straniero: per le merci un tappeto rosso; per le persone un’istituzione che ricorda tristemente i Lager nazisti.

Giustamente Roberto Besana, il mio amico fotografo autore di questa bella fotografia, sospetta «che il nome Evergreen sia più una “foglia di fico” che una garanzia di salvaguardia del nostro rapporto con l’ambiente»; ma di sicuro il “centro di accoglienza” per gli immigrati delocalizzato in Albania è una foglia di fico per nascondere una vergognosa e disumana politica.

Nello Rossi 

 

 

Roberto Besana e Nello Rossi
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

3 COMMENTS

  1. E’ la prima volta, giuro, che sento parlare della nostra migrazione, di quanti italiani hanno lasciato il nostro paese per cercare miglior fortune. Mai sento ricordare quanta fatica si è consumata sia interna, l’uomo con la valigia di cartone, dal sud verso il nord o piu’ su, svizzera, francia, belgio germania e vale la pena ricordare la tragedia di Marcinelle senza parlare di chi si è trasferito negli States o direttamente in Australia. Sembra una cosa vergognosa di cui non se ne debba assolutamente parlare e soprattutto trarre insegnamento che altrimenti si smonta tutto il carosello costruito attorno alla migrazione che ci arriva in casa in un contesto di totale impreparazione.

    • Caro Mauro, purtroppo la società degli uomini ha la memoria corta quando i temi coinvolgono le abitudini consolidate del nostro agiato vivere. Grazie per l’attenzione al tema ed al nostro articolo

  2. Purtroppo ci si è dimenticati di quando eravamo noi a emigrare, e oggi si applica una politica vergognosa verso chi migra nel nostro paese. Ti ringrazio molto, Mauro, per le tue parole.

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