© Roberto Besana

 

Tanti anni fa, quando eravamo bambini ansiosi di diventare ragazzi, andavamo in un campo del tiro al piattello ( che sostituiva l’orribile tiro al piccione ) per raccogliere le numerose cartucce che gli aspiranti cecchini lasciavano cadere per terra dopo avere dato prova, ma non sempre, della loro abilità. Ci piaceva collezionarle e giocarci. I fratelli più grandi di un nostro compagno di giochi avevano poi scoperto un intelligente modo di sfruttare il nostro “lavoro” facendoci divertire: ci mandavano nei cascinotti, dove i cacciatori si nascondevano per sparare agli uccelli, e nei campi a raccogliere le numerose cartucce abbandonate nell’erba. Poi si faceva un bel fuoco per bruciare il cartone e recuperare l’ottone, che poi vendevano.

Mi sono ricordato di quel tempo lontano osservando la bella, essenziale, fotografia di Roberto Besana: una tacita, ma assai eloquente, denuncia di una anacronistica attività che la legislazione dell’attuale governo ha voluto, per ragranellare qualche voto di consenso in più, incentivare, facendo un regalo ai produttori di armi e ai cacciatori.

Oggi non si caccia più per sopravvivere, si caccia per divertimento, e questo, a mio avviso, è profondamente immorale. L’attività venatoria, inoltre, è altamente pericolosa ( i cacciatori, non di rado, si sparano fra di loro o colpiscono persone scambiate per lepri ) e inquinante, seminando i cacciatori chili e chili di pallini di piombo nei boschi e nei prati.

Dal momento che la religione di casa nostra ha stabilito che gli animali non hanno l’anima, anche se forse sono i soli che l’hanno davvero, gli animali si possono tranquillamente uccidere, anche per divertimento.

E mi piace ricordare una battuta di Groucho Marx, densa di ironica verità: «La caccia sarebbe uno sport bellissimo se anche gli animali avessero un fucile».

 

Nello Rossi

 

 

Roberto Besana e Nello Rossi
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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