© Roberto Besana

 

Le immagini ieratiche sono un ingenuo tentativo di rendere credibile quanto da esse rappresentato, ma sono anche state, per secoli, un assai potente strumento per consolidare la fede dei credenti. Negli scritti di Paolo di Tarso – il vero fondatore della “religione della via” che in seguito verrà chiamata cristianesimo – Maria non è mai citata. Il culto mariano, che si svilupperà secoli dopo la nascita dell’ ”eresia ” paolina, conoscerà una nutrita iconografia, che la rappresenta sempre come madre di Gesù, che tiene in braccio o allatta ( sono le immagini conosciute come “Madonne del latte”, un tempo numerosissime, ma poi del tutto abbandonate ). Solo in seguito, dopo le apparizioni mariane, Maria conoscerà un culto “autonomo”, nel senso che viene rappresentata da sola, in piedi, senza il bambino in braccio, come mostra la statuetta nell’edicola fotografata da Roberto Besana a Alzate di Momo, un piccolo comune in provincia di Novara.

Poiché da anni Roberto e io siamo amici e ci conosciamo abbastanza, mi viene il sospetto che abbia intenzionalmente incluso nell’inquadratura lo specchio che si vede al centro dell’immagine. E lo specchio, cui ho dedicato un saggio di prossima pubblicazione, è una sorta di macchina fotografica, che, come il nostro occhio, produce immagini effimere, con l’enorme, ma ancora poco riconosciuta differenza, che quelle sono immagini scientifiche di come si presenta la realtà, mentre le immagini ieratiche sono prodotte dalla fantasia degli artisti, e accettate, o rifiutate, dai professionisti della fede.

 

Nello Rossi 

 

 

Roberto Besana e Nello Rossi
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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