© Roberto Besana
Nell’estate del 1975, la notte ci aveva sorpreso mentre ci aggiravamo incuriositi per la via principale che attraversa Orgosolo, il piccolo paese del Gennargentu. Io avevo prelevato numerose fotografie dei murales, allora si chiamavano così, che praticamente ricoprono le facciate delle case che danno sulla strada: ricordo ancora un bar per entrare nel quale si doveva “attraversare” Guernica, il capolavoro di Pablo Picasso che denuncia l’orrore e la stupidità della guerra.
Affamati e infreddoliti, presto ci siamo resi conto che il posto non offriva né dove mangiare né dove dormire, ma ci hanno salvato delle donne vestite come quella fotografata da Roberto Besana trentaquattro anni dopo, cucinando un appetitoso e corroborante “pan frattau”, e facendo dormire i maschi nella grande dispensa insieme alle patate e alle mele e le ragazze nei letti. E questo ci suggerisce che c’è una apparente contraddizione con gli abiti che indossavano, del tutto simili a quello fotografato anni dopo da Roberto Besana, abiti che ricordano quelli che coprono il corpo delle donne in culture mediorientali, dove la loro libertà è assai limitata.
Nel corso di quella breve visita, non mi ero accorto che c’era anche un murale che ricordava Franco Pinna, il fotografo che, insieme a Ando Gilardi e Arturo Zavattini, aveva accompagnato Ernesto de Martino nelle sue ricerche antropologiche nel Meridione ( si veda Clara Gallini, Francesco Faeta, a cura di, I viaggi nel Sud di Ernesto de Martino. Fotografie di Arturo Zavattini, Franco Pinna e Ando Gilardi, Torino, Bollati Boringhieri 1999 ).
Se ricordo bene, il paese era stato dipinto su iniziativa di un insegnante, che aveva proposto alle sue allieve e ai suoi allievi di “politicizzarlo” artisticamente: si noti che, nella fotografia prelevata da Roberto Besana, il personaggio seduto a sinistra sta leggendo “il manifesto”.
La contraddizione fra l’abito indossato dalla donna e le immagini dipinte sulle pareti delle case, documentata dalla intrigante fotografia del mio amico fotografo, è solo apparente: in un paese di cultura islamica, dove le donne sono costrette a nascondere il proprio corpo e la libertà di esprimere il proprio pensiero è fortemente limitata, i murales di Orgosolo non avrebbero mai potuto essere dipinti.
Nello Rossi











