Un futuro da evitare

© Roberto Besana

 

Busalla, conosciuta nella cartografia del diciassettesimo secolo come “Buzala”, è il primo paese che si incontra, venendo da Genova, dopo avere scavalcato l’Appennino Ligure. Nei primi anni del Novecento, quando in vacanza si andava in campagna e non in montagna o al mare, il mio nonno materno aveva pensato di fare costruire lì una villa, ma poi, per fortuna, aveva deciso di farla costruire poche centinaia di metri prima del Passo dei Giovi, dove in lontananza si vede il mare e il clima è assai diverso: ricordo che, quando ero giovane e talvolta la sera, a settembre, si scendeva a Busalla per vedere un film, era facile trovare la nebbia, del tutto sconosciuta nell’altro versante dell’Appennino. Ho scritto” per fortuna” perché, qualche decina di anni dopo, Busalla avrebbe conosciuto ben altro che la nebbia.

Quel paese, infatti, era stato scelto come luogo dove costruire una enorme raffineria per gli idrocarburi. L’inquietante fotografia qui riprodotta è stata prelevata da Roberto Besana a breve distanza dal casello autostradale della Genova-Milano: la raffineria si trova fra il paese e l’autostrada, su cui si affacciano case e qualche villa. Questo impianto industriale ha portato lavoro, ma pagato a caro prezzo: se ne sente «l’odore nell’aria prima dell’ultima curva», come scrive il mio amico fotografo, prima ancora di vedere questo inquietante paesaggio industriale, che gli richiama alla memoria l’insopportabile atmosfera del film Blade Runner.

Immagini come questa, che chi governa il nostro Paese preferisce fingere di non conoscere, documentano una realtà preoccupante, e denunciano la stolida, o interessata, posizione di quanti negano che ci sia un rapporto fra le attività umane e l’aumento della temperatura del pianeta che ci ospita.

Nello Rossi

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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