Tracce di ignoranza

© Roberto Besana

 

Bianca Chiabov Galli, una mia collega e cara amica, tabagista come me, ben prima che la parola “ecologia” diventasse di attualità, un giorno di tanti anni fa, mentre camminavamo per strada, mi aveva sorpreso: aveva estratto dalla borsa un oggetto che somigliava a una minuscola tabacchiera, ne aveva aperto il coperchio a scatto, aveva spento la sigaretta e rimesso nella borsa il “portamozziconi”. Quel gesto insolito, allora come ora, sarebbe parso e sembrerebbe senz’altro a tanti stravagante, se non addirittura eccessivo. Per ignoranza. Il rispetto dell’ambiente che ci ospita era un concetto piuttosto sconosciuto, e non solo ai fumatori. Come era sconosciuto che la carta della sigaretta e il tabacco impiegano sei mesi o un anno per dissolversi: oggi si dice “biodegradarsi”.

Il filtro delle sigarette, composto di un materiale chimico di sintesi, è più resistente: per dissolversi impiega dai cinque ai dodici anni. I mozziconi di sigaretta, fotografati da Roberto Besana abbandonati vicino al cordolo di un marciapede sono un chiaro simbolo di questa ignoranza diffusa. Non capita di rado di vedere qualche cretino che, con la macchina accostata al marciapiede, svuota il posacenere, o qualcuno ancora più cretino gettare dal finestrino dell’auto in corsa un mozzicone ancora acceso: lasciare tracce inquinanti o pericolose della propria presenza è una prerogativa di tanti primati che hanno la presunzione di ritenersi l’animale più intelligente del pianeta.

Per simili persone l’immagine ottica è il frutto di una tecnologia futuribile. Produrla, oggi, è semlpicissimo: è sufficiente premere un pulsante. E grazie a questa “miracolosa” semplicità tanti non si rendono minimamente conto di inquinare anche con le immagini. Ma capire quale è stata l’enorme rivoluzione introdotta dalla Fotografia nella storia delle immagini è tutto un altro discorso.

Nello Rossi

 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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