© Roberto Besana

 

Tanti, per ignoranza, per superficialità, e per l’entropia generata in internet fra vere notizie e fake news, non sono in grado di distinguere un romanzo storico da un saggio, un documentario da una fiction, una fotografia da un’immagine manuale, e, cosa enormemente più difficile, una vera fotografia da un’immagine prodotta con l’intelligenza artificiale.

Qualche anno fa uno, che non era nemmeno sprovvisto di corrette informazioni, aveva fatto notare che Paolo Sorrentino, nel suo The Young Pope ( Italia, Francia, Spagna, Usa 2016 ) aveva commesso un “errore”, collocando in una stanza dei Palazzi Vaticani la Venere di Willendorf, che è conservata a Vienna nel Kunstistorisches Museum. Quel commentatore non aveva capito che il regista aveva intenzionalmente commesso quell’ “errore”, per suggerire l’enorme preoccupazione generata da quella piccola statuetta della fertilità scolpita in una roccia arenaria non poche migliaia di anni prima della rivelazione cristiana: in principio non era «il verbo», come recita il vangelo gnostico di Giovanni, ma, molto più probabilmente, l’immagine, e, cosa ancora più disturbante, un’immagine “pornografica”, una chiara visualizzazione della sessualità così duramente “demonizzata” dai professionisti dell’ideologia cattolica.

Dopo circa milleseicento anni di quasi totale monopolio delle immagini ieratiche, la Fotografia comincerà a progressivamente far scordare la metafisica visualizzata da quelle, sostituendola con icone capaci di documentare la realtà con precisione matematica: che è quello che avevano cercato di fare, con finalità magiche, gli uomini, o più probabilmente le donne, quando avevano scoperto di essere in grado di imitare le fedeli immagini della realtà che vedevano formarsi sulla superficie immobile dell’acqua ( per chi fosse interessato a maggiormente conoscere il rapporto fra le immagini religiose e quelle automatiche, segnalo un saggio, a cura di Roberto Besana: Nello Rossi, Cartoline a Ponzone. Immagini ieratiche e immagini ottiche. Riflessioni di un allievo di Ando Gilardi sulla rivoluzione dell’immagine fotografica, Töpffer 2023 ).

Roberto Besana si serve della fotografia per documentare laicamente la realtà. Le sue immagini sono condivisioni del suo sguardo tese a stimolare le riflessioni di chi le guarda, immagini “a togliere”, essenziali, che sanno conservare solo quanto è indispensabile per suggerire l’idea che lo ha spinto a coglierle. Il fatto poi che siano anche immagini esteticamente molto belle è un piacevolissimo “effetto collaterale”, l’inevitabile conseguenza della sua chiara e sensibile ricerca.

Ando Gilardi sosteneva che le fotografie «suggeriscono». Sono perfettamente d’accordo con lui, e mi piace riportare il suggerimento che Roberto Besana mi ha fornito parlando di questa sua immagine: «l’albero morto ai bordi di una risaia (agricoltura intensiva non esente da trattamenti chimici) e la scia di un aereo ( simbolo di molti inutili viaggi sempre più pubblicizzati) denunciano l’impronta inquinante lasciata dall’uomo sulla natura».

 

Nello Rossi 

 

 

 

Roberto Besana e Nello Rossi
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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