© Roberto Besana

 

«Pensa che questi attrezzi – ha scritto il mio amico Roberto Besana inviandomi questa sua bella fotografia – potranno tra breve trovare posto in un museo della civiltà alpina e chissà se qualcuno ancora  saprà quale è stata la loro funzione».

Uno dei primi soggetti scelti da William Fox Talbot per le sue calotipie è stata una scopa appoggiata al muro di un ripostiglio, ripresa nella luce tagliente del mezzogiorno, un’immagine in apparenza banale, ma a giudizio di Ando Gilardi «terribile», perché in realtà poteva essere vista come l’inizio della fine delle immagini ieratiche: quello strumento, documentato otticamente, avrebbe iniziato a scopare via millenni di fantasie, insieme al relativo potere di pochi, rappresentate dalle immagini manuali che hanno visualizzato le religioni.

Gli strumenti sono prolungamenti del nostro corpo, un bastone è il prolungamento del nostro braccio che ci permette di prendere un frutto altrimenti irraggiungibile. L’apparecchio fotografico è uno strumento un po’ particolare, un prolungamento dell’occhio, che però interessa anche la nostra mente: quando il nostro sguardo da effimero diventa stabile, ci si offre una nuova occasione di guardare con attenzione quanto si era presentato frettolosamente davanti all’apparecchio fotografico e di osservare particolari che erano passati inosservati nel momento della ripresa: tanto per il fotografo quanto per chi guarderà l’immagine ottica. E non di rado, grazie a questo sguardo prolungato, certi particolari possono diventare responsabili di una “lettura” del tutto nuova dell’immagine.

Nello Rossi 

 

 

Roberto Besana e Nello Rossi
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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