Passato, presente, futuro

© Roberto Besana

 

 

Soltanto quando si è iniziato a prendere coscienza del passato, e a dubitare di un futuro progressivamente migliore del presente, si è iniziato a studiarlo e a rappresentarlo: si pensi, per esempio, alle bellissime incisioni di Giovanni Battista Piranesi.

Un inverno di tanti anni fa, un nobile, mentre percorreva in carrozza una strada nei pressi del foro romano, aveva riconosciuto Michelangelo Buonarroti che camminava faticosamente nella neve. Fatta fermare la carrozza, gli aveva offerto un passaggio, ma il grande artista l’aveva ringraziato, dicendogli che andava a studiare ed era già arrivato.

Quello che sembra un cielo, ma in realtà è un muro di cinta dalla tinta sbiadita, e le rotaie che stanno scomparendo in mezzo all’erba ci suggeriscono che i riflessi dell’attimo prelevato da Roberto Besana con il suo apparecchio fotografico appartengono già al passato, che la natura si riprende incessantemente lo spazio che si crede di averle sottratto per sempre.

L’uomo saprà dimostrare di essere davvero un animale intelligente, che cioè sa vedere dentro la realtà delle cose, quando avrà capito che il suo rapportarsi con il pianeta non si fonda sul possesso ma sulla convivenza, che il capannone di metallo, come il muro di cemento e le rotaie sono solo un affitto temporaneo.

Le incisioni di Piranesi volevano conservare, almeno in immagine, i resti di quanto realizzato dall’uomo nel passato, di quanto era ritenuto artisticamente rilevante.

Questa bella immagine di Roberto Besana svolge lo stesso compito ma senza alcuna preoccupazione artistica, e con la sostanziale differenza che i riflessi conservati otticamente ci invitano a pensare al futuro, le cui fondamenta sta a noi progettare con intelligenza e rispetto dell’ambiente in cui ci troviamo a vivere.

Nello Rossi 

 

 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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