© Roberto Besana

La Fotografia è un’immagine laica, che spesso è stata ed è costretta a documentare i segni della cultura religiosa in cui siamo nati e viviamo. E non sto ovviamente pensando a chi la domenica va in chiesa a confessarsi e comunicarsi: sto pensando a tutte quelle tracce religiose che, volutamente o inconsapevolmente, rientrano nelle inquadrature di tante immagini ottiche.

Grazie all’assiduo interessamento di Roberto Besana, recentemente l’editore Paolo Paganetto ha pubblicato Cartoline a Ponzone. Immagini ieratiche e immagini ottiche. Riflessioni di un allievo di Ando Gilardi sulla rivoluzione dell’immagine fotografica

( Töpffer 2023 ), un saggio in cui sono stati raccolti 566 testi dei 1303 che avevo pubblicato in Facebook, nella bacheca dedicata a Ando Gilardi quando era stato “bannato” per la seconda volta dagli insulsi censori di Facebook, quelli che trattano del rapporto fra le immagini della religione cristiana, in particolare quella cattolica (e, marginalmente, anche di altre religioni ) e la fotografia. La tesi sostenuta, che si sviluppa nel corso del tempo arricchendosi di numerosi esempi che la convalidano, è che la scoperta dell’immagine ottica ci obbliga, se davvero ci si rende conto della sua rivoluzionaria eziologia, a rivedere da un nuovo punto di vista quarantamila anni di storia delle immagini. La Fotografia è infatti un’immagine tanto facile da prelevare quanto difficile da capire. È così che si spiega la curiosa ambiguità con cui fu accolta dalle autorità ecclesiastiche: si va da un papa entusiasta che la definisce, in un componimento in latino, «novum monstrum», ultima meraviglia, all’obbligo, per i sudditi del Vaticano, di dover chiedere l’autorizzazione a usare l’apparecchio fotografico, e alla minaccia di pene severe, che contemplavano anche il carcere, per il suo uso “improprio”, vale a dire il prelievo di immagini del “diavolo nudo”, del corpo della donna, ritenuto, a parole, un seduttivo inganno capace di dannare l’anima della creatura fatta a immagine di Dio, ma, in concreto, un pericoloso avversario, un temibile concorrente.

Roberto Besana, mentre prelevava questa bella immagine ( l’ampia porzione di cielo, lasciata in alto nell’inquadratura di uno stabilimento balneare, ci ricorda dove era stato ubicato il Paradiso, quando l’idea di un’altra vita era germogliata nella cultura ebraica ), probabilmente stava pensando a quelle mie Cartoline, ma di sicuro le aveva in mente quando me l’ha inviata, insieme alle parole «Beh, caro Nello, per questa sono certo che saprai trovare parole adatte».

Ho già accennato, in alcune precedenti note, al Paradiso, a questo concetto vago ma suggerito dalla concreta bellezza dell’oasi, di un giardino ricco d’acqua e di frutti, un concetto che si è prepotentemente radicato nell’immaginario collettivo grazie al desiderio di non smettere mai di vivere. Ma la vita, nonostante le sofferenze le amarezze e le perdite, talvolta ci riserva l’esperienza di altri “paradisi”, e talvolta, incantati, avvertiamo l’esigenza di fotografare quelle fuggevoli visioni, per fissarle in qualche modo e tacitare la paura di dimenticarcene: sono i paradisi laici che, come scrive il mio amico fotografo, «abbiamo sulla terra».

Nello Rossi 

 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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