© Roberto Besana

 

Riflettendo sulla bella, curiosa, immagine inviatami dall’amico Roberto Besana, mi è venuto spontaneo domandarmi se sia più facile commentare un’immagine manuale o una fotografia, domanda cui è ancora più difficile rispondere quando, come in questo caso, l’immagine è ibrida, cioè in parte manuale e in parte automatica, vale a dire un’immagine ottica che riproduce anche un’immagine manuale. Lasciando in sospeso la risposta a questa domanda, mi limiterò a ricordare che, nella storia delle immagini, l’ultima tecnica di produzione iconica è capace di riprodurre, più o meno fedelmente, tutte le immagini prodotte precedentemente, aggiungendo qualcosa in più. E non c’è dubbio che, per quanto riguarda la fedeltà, che sia una copia di un’immagine o della realtà non fa differenza, l’invenzione dell’immagine ottica abbia provocato una rivoluzione di cui non si ha ancora, in genere, una chiara coscienza.

Il fatto che la ragazza, dipinta con un sapore nettamente fotografico, stia distribuendo non acqua ma sapere, come ci mostrano il libro che sporge dall’innaffiatoio e quelli su cui è sdraiata, ci dice chiaramente che non si parla di piante ma di noi, se non in metafora: come quelle, per crescere, hanno bisogno di acqua, a noi serve il pensiero di altre persone cui stia a cuore una crescita democratica e l’ambiente in cui viviamo.

Anche per produrre delle “buone” fotografie è indispensabile avere letto e leggere dei “buoni” libri. Anni fa, a un lettore che gli chiedeva di consigliargli un manuale fotografico, Ando Gilardi aveva risposto di leggere Dialettica dell’illuminismo, che non è un manuale fotografico, ma un saggio di Max Horkheimer e Theodor Adorno pubblicato nel 1947, di non facile lettura, sulle luci e le ombre del pensiero illuminista e sul vergognoso progetto dei nazisti e dei fascisti, che hanno cercato di tradurre accuratamente in realtà, di eliminare sgradite minoranze biologiche religiose culturali e sessuali.

 

Nello Rossi 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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