© Roberto Besana

Negli anni Sessanta si vedeva con una certa frequenza circolare per le strade delle vetture “utilitarie”, che, con qualche modifica “artigianale”, erano state modificate in decappottabili, o, per dirla all’americana, spyder: delle “vorrei ma non posso”, come spesso venivano chiamate quelle goffe automobili.

È stato quell’albero ectopico, quella palma fuori posto in un bosco della pianura novarese, a suggerire che questa insolita “installazione” possa essere interpretata come un goffo tentativo di trasformare uno spazio abituale in uno dei lontani, esotici, “paradisi”, che una martellante pubblicità vorrebbe convincerti che è un tuo profondo desiderio visitare almeno una volta nella vita: in attesa che il “tuo” prossimo desiderio, come scrive acutamente Roberto Besana, sia «un viaggio sulla Luna».

Ma le immagini sono polisemiche, molto più delle parole, e si prestano docilmente ad affermare una cosa e il suo contrario: con le affascinanti afasiche, che tanti credono ingenuamente sia sufficiente guardarle per capirle, è necessaria la massima prudenza, soprattutto oggi che siamo sempre più esposti ai sottili inganni delle immagini create con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Questa immagine, invece che come uno stravagante tentativo di imitare un lontano “paradiso”, di cui, una volta visitato «non ricorderemo quasi nulla» – sono parole dell’amico Roberto Besana – , potrebbe anche essere letta come l’incivile abbandono di una sedia a sdraio rotta e di una pianta, “oggetti” di cui ci si voleva disfare, dopo averli  consumati, per fare spazio ad altri “oggetti” da consumare in modo sempre più rapido e compulsivo.

Nello Rossi 

 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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