© Roberto Besana

Non so bene perché, ma questa curiosa immagine di Roberto Besana mi ha subito riportato alla memoria uno degli esperimenti fotografici di Ugo Mulas, che lui aveva chiamato “Verifiche” ( L’ingrandimento, Il cielo per Nini, 1972 ): il progressivo ingrandimento di una fotografia del cielo fino a svelare la grana dell’emulsione fotografica, oggi sostituita, nell’immagine digitale, dai pixel: quello che “sta sotto” all’aspetto fenomenico dell’immagine ottica, che è quanto di solito vediamo.

La fotografia è stata prelevata a Roma, nel parco di Villa Torlonia, dove, se ricordo bene, Benito Mussolini andava a cavallo ( ne avevo scritto tempo fa in una Cartolina a Ponzoneche era stata, e chissà poi perché, cancellata dagli inarrivabili censori di Facebook: Gianni Scaburri, un amico spiritoso, aveva ripubblicato quell’immagine “oscena”, con il cavallo colorato di rosa, a imitazione del colore dominante delle immagini pornografiche ).

La fotografia di Roberto Besana documenta la superficie di un muro, che impedisce di vedere cosa c’è al di là, scelta che ci induce a riflettere su un aspetto fondamentale dell’immagine ottica, vale a dire la porzione di realtà che chi fotografa ha deciso di includere, o escludere: scelta che rende – come ha scritto il mio amico fotografo accompagnando questa sua immagine – «il senso di realtà diverse riguardo all’informazione che l’immagine può comunicarci».

Ma con questa fotografia – come suggeriscono le numerose antenne che spuntano dai tetti, definite splendidamente da Lucio Dalla nella sua Felicità «lesse»: «Forse per questo i sogni sono così pallidi e bianchi e rimbalzano stanchi tra le antenne lesse delle varie TV» –Roberto Besana voleva anche richiamare l’attenzione su un altro aspetto della comunicazione che, dopo la proliferazione delle immagini digitali, è diventato altamente problematico: l’apparente informazione generata dall’enorme quantità di immagini che si presentano alla nostra attenzione: attenzione che di solito è brevissima quanto superficiale. Guardare le immagini, infatti, non richiede alcuno sforzo, ma “capirle” è tutto un altro discorso. Per questo, da anni, non mi stanco di scrivere che un’immagine, quando viene usata per informare, è bene che sia accompagnata dalle parole di chi l’ha realizzata o commentata, sempre che siano persone che ci hanno già dimostrato di meritare la nostra fiducia.

 

Nello Rossi

Roberto Besana e Nello Rossi
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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