Immagini effimere e immagini durevoli

© Roberto Besana

 

«Sono passati solo 20 anni da quando ho ripreso questa immagine…un’era geologica», scrive Roberto Besana presentandomi questa bella fotografia, prelevata a Creta nel 2006, immagine che oggi vede come un invito a cercare « un nuovo equilibrio per un progresso sostenibile, sapendo che, almeno in occidente, questa vita ” lenta” è sempre più rara».

E queste sue parole mi hanno riportato alla memoria quelle scritte da Ando Gilardi per una mostra di un inverno milanese di 46 anni fa:

«Il fabbricante di immagini è anche il fabbricante della cultura relativa. Quella della fotografia sono immagini di consumo, privato, famigliare o larghissimo consumo. La cultura relativa è quella che consente nel tempo più o meno prossimo il loro riutilizzo sociale in quanto documenti, «fossili» nel senso migliore, utili per conoscere una società. Questo secondo uso è proprio quello che trasforma un’immagine effimera, molte volte di consumo fulmineo addirittura, quasi indifferente, in un segno di valore archeologico e per questa ragione in-consumabile. Cioè, destinato a durare tanto quanto il desiderio e la necessità di conoscere la vita vissuta.»

(dal catalogo della mostra Fotografia: professione, mito e responsabilità. Milano, Rotonda di via Besana, dicembre 1978. A cura del Comune di Milano e Afip).

Un’immagine che, quando è stata prelevata, voleva essere la documentazione di una civiltà contadina da noi in via di estinzione, se non già estinta, diventa, nell’uso riproposto oggi, non solo un prezioso documento del passato, ma anche una tacita, sebbene piuttosto eloquente, proposta a prefigurare un diverso modello di sviluppo, rispettoso dell’ambiente e delle risorse del pianeta.

Nello Rossi

 

 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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