© Roberto Besana

 

 

Sono tante le idee che questa bella immagine di Roberto Besana sa suggerire. Per dire solo di due: il confronto fra le strutture create dalla natura e quelle imitate dall’uomo; l’involontaria protezione di una struttura inquinante ha permesso lo sviluppo di una pianta che altrimenti sarebbe stata estirpata.

L’immagine ottica, che si forma sulla parete di una grotta grazie a un foro su quella opposta, l’immagine che è riflessa da uno specchio d’acqua o è formata da aria surriscaldata hanno anticipato di milioni e milioni di anni quelle che l’uomo saprà artificialmente produrre all’interno della camera oscura, negli apparecchi fotografici e poi sui sensori digitali. L’enorme intervento umano consisterà nel saperle portar fuori dalla camera oscura, naturale o artificiale, cioè nel sapere stabilizzare quelle immagini effimere, così come i riflessi sull’acqua e le fate morgane.

Sebbene totalmente automatiche, le immagini ottiche conservano sempre qualcosa, e talvolta parecchio, della soggettività di chi le ha prelevate: nella scelta del soggetto, nel punto di vista, nella porzione di realtà che si è deciso di “inquadrare”, nella scelta della luce, nell’obiettivo impiegato, nel diaframma scelto, nel tempo di posa impostato, nella scelta della pellicola, nell’elaborazione dell’immagine.

Come nel caso di questa fotografia, che, non credo di sbagliarmi, originariamente è stata prelevata a colori e successivamente desaturata con un programma di trattamento digitale.

Una scelta che condivido pienamente: quando, tanti anni fa, sono stato in Indonesia, per non essere distratto dai colori di quelle isole equatoriali che sapevo essere vividi e saturi, avevo portato con me una scorta di rullini solo in bianco e nero.

Nello Rossi 

 

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *