© Roberto Besana

 

«Un attimo di pace e tranquillità nella caotica Milano. Siamo nei giardini di Brera. Ma allora si può ancora rallentare e riflettere, leggendo di esperienze, storie, ricerche, studi,  poesie che possano aiutarci nel percorso della vita». Con queste parole Roberto Besana ha accompagnato questa sua bella immagine, che trasmette un profondo senso di quiete, un momento di stacco dal ritmo ansiogeno delle nostre giornate. Per qualcuno la lettura è anche qualcosa di più: «In omnibus requiem quaesivi, et nusquam inveni nisi in angulo cum libro ( Ho cercato la pace ovunque e non l’ho trovata da nessuna parte se non in un angolo con un libro ), aveva scritto, più di cinque secoli fa, il monaco Tommaso da Kempis.

Quello della donna che legge è un soggetto piuttosto comune nelle immagini manuali, e si capisce perché: la lettura di un libro rendeva molto più sopportabile il tempo di posa necessario all’artista. Ma la donna ritratta mentre legge un libro non è solo un tema piacevole della pittura, ma anche, e soprattutto, una suadente metafora della libertà, dell’autonomia intellettuale. Si pensi che, per secoli, si è cercato di impedire che le donne imparassero a leggere, e che i padroni della religione cattolica hanno addirittura vietato alle donne la lettura delle sacre scritture: dovevano accontentarsi delle immagini ieratiche e delle letture scelte, interpretate e commentate dal sacerdote nelle omelie domenicali.

Che la lettura individuale potesse essere “pericolosa”, l’ha dimostrato la nascita del protestantesimo, una “eresia” inseparabile dall’invenzione della stampa a caratteri mobili e la conseguente diffusione dei libri, che hanno permesso di riflettere autonomamente sui testi della religione assimilata insieme al latte materno.

Mia moglie da anni raccoglie riproduzioni fotografiche di dipinti che rappresentano donne ritratte mentre stanno leggendo. Io le ho proposto di estendere la sua ricerca anche alle immagini fotografiche. Non sono riuscito a convicerla, ma ho buone ragioni di credere che, dopo avere visto la bella suggestiva serena immagine del mio amico fotografo, possa decidersi a includere nella sua bella, ricca e affascinante raccolta anche quelle dipinte dalla luce.

 

Nello Rossi 

Roberto Besana e Nello Rossi
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022. Nello Rossi è nato a Genova nel 1947, è emigrato a Milano nel 1973, dove ha insegnato qualcosa e appreso molto nei Corsi 150 ore per lavoratori. Verso la metà degli anni Ottanta ha avuto la grande opportunità di conoscere Ando Gilardi e di collaborare a Fhototeca. Da nove anni condivide su varie bacheche in Facebook le proprie riflessioni sulle immagini (“Una foto al giorno leva l’ignoranza di torno”, “Cartoline a Ponzone”, “Cartoline a Ponzone in ritardo”).

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