© Roberto Besana
Roberto Besana avrebbe voluto intitolare questa sua pregnante fotografia “Nonostante tutto”. Nonostante che l’oleandro, pianta che ama il sole, sia stato piantumato all’ombra e in un’aiuola abbandonata all’incuria, nonostante tutto, come già avevano intuito gli antichi greci, la natura tende a conservarsi. E gli è venuto di pensare a come tutto sia stato probabilmente diverso il giorno dell’inaugurazione dello stabile: «tutto rapidamente dimenticato, perché la manutenzione del verde cittadino non permette di “tagliare nastri“». Quello che conta, per chi trae vantaggio dal presentare una visione distorta della realtà, è l’apparenza, il taglio del nastro immortalato dai fotografi: poi le piante possono essere lasciate a vivere a stento, ad appassire e a morire senza acqua e senza cure.
Uno dei compiti principali dell’immagine ottica è quello di saper documentare la realtà, che l’immagine manuale ha saputo per millenni solo rappresentare, con lo scopo, quasi sempre, di nasconderla. Per spiegarmi meglio, restando in tema: è un po’ come se oggi si chiamasse un pittore per dipingere il “taglio del nastro”, ma ci si guardasse bene dal chiamarlo nuovamente per fargli rappresentare quello che è successo dopo.
Nello Rossi







