©Roberto Besana
Ando Gilardi, per il suo enorme gusto di sorprendere il lettore con i suoi testi per niente facili da leggere, aveva scritto che i supermercati sono le cattedrali del ventesimo secolo. Una smisurata fede aveva spinto gli uomini a edificare smisurate cattedrali. Quel tempo è ormai praticamente finito e oggi, invece che enormi cattedrali, le cui costruzioni si protraevano talvolta per secoli, si costruiscono smisurati supermercati e centri commerciali.
Nel 2005 Banksy aveva collocato di nascosto nel British Museum un frammento di falsa arte rupestre che mostrava un cacciatore preistorico con un carrello da supermarket (Pseudograffito preistorico, 2005: chi volesse vederlo, può trovarlo in www.wikiartis.com ). Dopo l’uomo raccoglitore, cacciatore, agricoltore, il grande artista voleva probabilmente suggerirci con quel falso reperto che l’uomo si era “evoluto” – inconsapevolmente persuaso da una sottile quanto efficace pubblicità – nell’uomo “acquistatore”; oppure che, già a cominciare dalla sua origine, quando ha iniziato a avvertire la coscienza di sé, l’uomo aveva avvertito la necessità di accumulare più di quanto gli fosse necessario.
Accompagnando questa sua bella immagine, Roberto Besana osservava «come i carrelli della spesa stiano diventando sempre più capienti in modo da non dare il senso del limite al nostro desiderio di acquistare, anche se poi spesso quanto abbiamo acquistato risulta inutile o, ancora peggio, lasciato andare a male» in frigoriferi che diventano progressivamente più grandi per poterli riempire con quanto ci fa provare un inconsapevole, ma redditizio per chi produce e vende le merci, senso di sicurezza.
Nello Rossi











