Un mercato senza bancarelle? Si, è possibile

Cari lettori, facciamolo insieme. Cosa? Immaginiamo di dover progettare un contest fotografico avente come tema “al mercato”. Riceveremo un 90% di fotografie con bancarelle e con annessi clienti di varia fattura. Ed ora propongo però una esercitazione che è come una sfida alle nostre capacità di vedere.

Il tema <al mercato> modifichiamolo e trasformiamolo in “al mercato senza bancarelle”.

È un esercizio fotografico che ci impegna a raccontare questo specifico mondo senza scomodare delle bancarelle. Ed ora, insieme, vediamo se e come sia possibile riuscirci.

*** A Montepulciano – Non mi sarei mai assolto se non avessi intuito che questa super/foto ripresa in un mercatino multi/etnico a Montepulciano avrebbe potuto egregiamente servirmi come <incipit> per un articolo che avrei strutturato per dimostrare che una ricerca tematica per “al mercato” poteva essere soddisfatta anche rinunziando ad una qualsivoglia bancarella con clienti annessi

 

 

*** Ore 15.30 – Il mercato è finito – Il motocarro multipiano abbandona la piazza con la sua inevitabile spazzatura. Bene che l’autore abbia disposto l’Ape/Vespa in primissimo piano del fotogramma facendone in tal modo il protagonista forte del foto/racconto. Ancora una volta un mercato ben proposto pur senza una banalissima bancarella.

 

 

*** Quello che legge – complimenti vivissimi a me stesso, per avere visto e ben trattenuto questo messicano che profitta di uno spazio quieto del mercato per leggere il giornale con accanto la sua mercanzia cromaticamente forte. Anche questa è una presenza di superiore valenza sulla scena del mercato.

 

 

*** I clienti del sabato – Eccoli, bene allineati e felici di esserci. Sì, ammetto, qui la bancarella è <quasi> presente, ma non recita da protagonista. C’è qualcosa di ben più narrativo in questa presa che al nostro amico <fotografo della domenica> sarebbe sfuggito. Cosa? Datevi una risposta. Rapida e veloce, però.

 

 

*** La bambola bianca – E questa qui da dove sbuca? L’ho vista e catturata al mercato che ogni domenica si tiene a Bollate, a dieci minuti da Milano. E, come è possibile vedere, l’ordine di servizio <niente bancarelle>, è appieno rispettato. C’è, primaria, l’attenzione, rivolta dalla ragazza/cornice, alla bambola bianca. Ed il tutto, cromatismo e composizione, sono armonicamente mixati.

 

 

*** Ciao Emilia, come va? – i mercati rionali, uno strumento di socializzazione eccezionale. Ci si ritrova, si parla dei figli che danno qualche problema, o del cognato Rodolfo che è caduto e si è rotto un femore, poverino, una cosa che non gli ci voleva con tutti i guai che ha già patito.

 

 

*** Il mercato sbaracca – Ecco, per oggi è finita! Si va a casa. I due tendoni sono già arrotolati e tagliano insieme il fotogramma con percorso diagonale verso l’alto, e sembra. che anch’essi abbiano fretta di concludere la loro giornata di lavoro.

 

 

*** Danzica, le fioraie – Eccole come ogni giorno, coloratissime, pazienti, rispettose le une delle altre, con i loro fiori nel sottopasso della ferrovia. Una presenza quotidiana, consolidata, storica.

 

 

*** In solitudine – Sì, questo immigrato è solo, lontano dal suo mondo e dai suoi affetti, Qui si è ritagliato uno spazio minuscolo per il suo “Punto di Vendita” in un mercatino del venerdì a Milano. E stavolta ho visto un mondo piccolo, e di umana indifferenza. L’uomo allunga le braccia offrendo la sua <merce> a passanti che tirano dritti indifferenti.

 

 

*** Vediamo se calza bene – ho appena detto del mercato come insieme di vite umane. Ed ecco ancora una storia ben raccontata. In scena il protagonista, in secondo piano il co/protagonista, ed entrambi umanissimi attori di una scenografia credibilissima del nostro oggi.

 

 

*** Signora con ombra – nessuna legge vieta di fare spazio, in un mercatino, ad uno scatto immaginato con sguardo creativo. Ero alla finestra, a dominio del mercato ed osservavo le ombre che il sole distendeva da Ovest ad Est. E queta ombra mi apparve coerente con la mia ricerca. C’era il mercato, e come volevo, non c ’erano bancarelle.

 

 

*** La Boqueria di Barcellona – un mercato celebre, pulsante di colori e di rumori. Qui la nostra missione, quella di fotografare i mercati senza avvalersi di facili bancarelle, corredate da clienti e da venditori, è stata appieno rispettata. È una fotografia super da me firmata. E voglio sollecitare l’osservatore a non perdersi quel che c’è nell’angolo in basso a sinistra. Una presenza umana minuta e complementare ma tuttavia molto forte.

 

 

*** Danzica, il sottopasso – Ancora lui, il fotogenico sottopasso della bella città baltica. Una signora sembra passare in rassegna i manichini metafisici già pronti per una suggestiva promozione commerciale. Una prova anomala, diversa, certamente accattivante.

 

 

*** Oaxaca, Messico – Controllate pure: non c’è una sola bancarella che dica <mercato>. C’è solo un tranquillo gruppetto di operatori di questo mercato coperto nel centro della città. Nient’altro che una semplice pausa/pranzo per tl

 

 

*** Signora in rosso – nei mercatini vivono e recitano personaggi diversi per età e per appartenenza sociale. E qui a muoversi nel dedalo animato del mercato è una distinta signora in età. A conferma di quanto sia variegato lo zoo umano che lo frequenta.

 

 

*** Pozzuoli – Buona la recitazione dei manichini ed ancora migliore la presenza in scena dell’uomo che a sinistra è attentamente impegnato a fare ordine nel suo palcoscenico.

 

 

*** Nell’agro pontino – un territorio laziale che ancora oggi richiama agli interventi di bonifica agraria, sociale, urbanistica, attuati nel ventennio fascista. E quest’immagine, vista in un mercatino della Pontinia, propone benissimo umori e memorie di quell’epoca storica.

 

 

*** Gestualità femminile – una signora araba, supportata dalla attenta partecipazione delle sue amiche, solleva in alto con le due mani un telo per meglio verificare se esso è giusto per le sue necessità. Il gesto è credibilissimo. Ancora una volta il mercato come inesauribile riserva di gesti e di rapporti umani.

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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