Storie inventate di gente vera. Ufficiale di carriera

Di Giuliana Battipede

 

Come è cominciata

Sono orfani. Orfani morti di parenti vivi che li hanno abbandonati.

La prima volta che ho notato questa umanità derelitta è stata quando ho trovato, accanto a un cassonetto dell’immondizia, la foto di un tale coi baffi. Una foto piuttosto grande, di quelle che si incorniciano e si appendono in camera da letto o in salotto. Osservandola, ho scoperto che quel signore baffuto era andato fino a Parigi per farsi ritrarre, che era il 1922 e che egli aveva all’incirca 25 anni (buffi i tempi: oggi nessuno si riferirebbe a un ragazzo di 25 anni chiamandolo “signore”, ma la foto parla chiaro, questo coi baffi è un uomo fatto, non un ragazzo). Ho tenuto la foto in soggiorno per molto tempo, su uno scaffale alto della libreria, come se fosse stata quella di un nonno, finché non ho cambiato casa. Ora l’ho conservata, ma so bene dov’è, non l’ho abbandonata, anzi, non è escluso che prima o poi non l’appenda da qualche parte, dando il via così ad una galleria di antenati non miei.

Da quella prima, sono molte le fotografie che ho recuperato sui banchetti dei robivecchi, con bambini, donne, uomini fermati in un istante di vita lontana. Io li ho fatti riscaldare al fuoco del mio interesse, li ho solleticati con una nuova curiosità, ho provato a capirli, a ricordarli immaginandone la vita e inventando per loro vite diverse. Insomma: li ho adottati tutti.

 

Qui la serie completa.

 

 

Ufficiale di carriera: comanderà altri uomini e farà la guerra.

Finirà in Russia e l’attendente gli scaverà un cesso personale in un boschetto di betulle, mentre i soldati marciranno nelle trincee scavate tutt’attorno, mangiati dai pidocchi.

Morirà con nelle orecchie il suono di una lingua incomprensibile e, forse, rivedrà per un attimo l’immagine di sua madre e di se stesso bambino, risentirà il suo profumo buono di quando, quel giorno di mille anni prima, erano stati dal fotografo.

 

RIFERIMENTI – Nel libro dello scrittore sardo Francesco Masala, conosciuto ed apprezzato non abbastanza, uno dei racconti parlava dei pidocchi e della morte durante la campagna di Russia, nella II Guerra mondiale.

Dal libro è stato tratto anche un film.
Quelli dalle labbra bianche, Milano, Feltrinelli, 1962, 2a ed. Nuoro, Il Maestrale, 1995, 3a ed. 2005.

 

 

Progetto grafico e realizzazione eBook: espressionidigitali

Testi e audioracconti: Giuliana Battipede

Fotografia dell’autrice: Cristiano Vassalli

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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