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Storie inventate di gente vera. Se ne andranno tutti e tre a Parigi

Di Giuliana Battipede

 

Come è cominciata

Sono orfani. Orfani morti di parenti vivi che li hanno abbandonati.

La prima volta che ho notato questa umanità derelitta è stata quando ho trovato, accanto a un cassonetto dell’immondizia, la foto di un tale coi baffi. Una foto piuttosto grande, di quelle che si incorniciano e si appendono in camera da letto o in salotto. Osservandola, ho scoperto che quel signore baffuto era andato fino a Parigi per farsi ritrarre, che era il 1922 e che egli aveva all’incirca 25 anni (buffi i tempi: oggi nessuno si riferirebbe a un ragazzo di 25 anni chiamandolo “signore”, ma la foto parla chiaro, questo coi baffi è un uomo fatto, non un ragazzo). Ho tenuto la foto in soggiorno per molto tempo, su uno scaffale alto della libreria, come se fosse stata quella di un nonno, finché non ho cambiato casa. Ora l’ho conservata, ma so bene dov’è, non l’ho abbandonata, anzi, non è escluso che prima o poi non l’appenda da qualche parte, dando il via così ad una galleria di antenati non miei.

Da quella prima, sono molte le fotografie che ho recuperato sui banchetti dei robivecchi, con bambini, donne, uomini fermati in un istante di vita lontana. Io li ho fatti riscaldare al fuoco del mio interesse, li ho solleticati con una nuova curiosità, ho provato a capirli, a ricordarli immaginandone la vita e inventando per loro vite diverse. Insomma: li ho adottati tutti.

 

Qui la serie completa.

 

 

Se ne andranno tutti e tre a Parigi

Se ne andranno tutti e tre a Parigi: il bimbo, la mamma che lo tiene in braccio e il papà che scatta la fotografia.

Lui è un pittore con la te- sta sempre piena di idee, un tipo affascinante che si fa affascinare dalle novità.

Abbandonerà colori e pennelli e, coi soldi messi da parte, aprirà uno studio fotografico, mentre lei contribuirà a mandare avanti la fami- glia (avranno 3 altri figli) organizzando una piccola sartoria casalinga.

Il bambino diventerà a sua volta sarto, poi verrà chiamato sotto le armi e conoscerà Celine.

Sopravviverà alla guerra, si trasferirà a Marsiglia, conoscerà una francesina allegra col naso all’insù e con lei avrà molti figli, tutti un po’ artisti come il nonno.

E’ così, me lo sento.

 

RIFERIMENTI – Le assurdità e le crudeltà della Prima Guerra mondiale sono magistralmente descritte da Celine nel suo libro Viaggio al termine della notte.

 

Progetto grafico e realizzazione eBook: espressionidigitali

Testi e audioracconti: Giuliana Battipede

Fotografia dell’autrice: Cristiano Vassalli

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NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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