Ritualità della Religione

In tutte le Mostre da me promosse ho sempre voluto un pannello siffatto:  “Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era”.

Questa frase non è mia – È di Josè Saramago, Premio Nobel della Letteratura. Ed io voglio leggerla come un inno al cercare, al vedere, al voler vedere. In breve, un inno al <far fotografia>.

Qui di seguito vi propongo una serie di fotografie, tutte prive di approfondimento analitico. Sono immagini <monotematiche> per una ricerca sui riti religiosi della sola religione cattolica. Sarebbe stato difatti improponibile farlo per tutte o per molte delle religioni universali.

Ho fatto questa cosa per documentare che ogni esercizio a tema può risolversi con 999 soluzioni diversissime, e tuttavia tutte credibili.

Preciso: la ricerca a tema è impegnativa: occorre pensare, documentarsi sui precedenti, programmare. In breve, è l’esatto opposto della <street>.

Non è “quel che coio, coio”. Ok? A voi, ora, il timone!

 

 

“Le offerte” sono una costante del nostro orto cattolico rituale, e non solo del nostro. In questa fotografia l’autore ha dato prova della sua abilità nel fare sintesi. Non ha ripreso, difatti, la figura del donatore, ma soltanto la sua mano. È la regola del dettaglio per un tutto.

 

 

“Al Palio di Siena” il cavallo che correrà con le insegne della sua <contrada> attende la benedizione, sotto lo sguardo attento dei suoi amici di bandiera. Fotogeniche le presenze umane in scena, e molto OK la gestualità del sacerdote.

 

 

In bicicletta verso l’Abetone”. Il ciclista si arresta, riprende fiato, e rende devoto omaggio all’immagine votiva della cappelletta. Spontanea la postura dell’uomo e lo sfondo dell’immagine a narrazione del sito.

 

 

A Nizza, la Festa dell’Assunzione”. A Ferragosto escono in mare in festosa processione moltissime barche creativamente infiorate a devozione della Madonna che <abita> lì accanto, nella Chiesa del Porto. Una fotogenica Manifestazione molto partecipata da tutti i nizzardi.

 

 

“A Nettuno/Roma” alla prima domenica di maggio un’imponente processione accompagna la statua di Nostra Signora delle Grazie dal suo Santuario alla Chiesa Madre della città. Il giorno dopo la Statua viene ricondotta <a casa>. E qui il fotografo ha ripreso queste Donne che, <armate> di grandi ceri, scortano la Santa.

 

 

La “Scala di Santa Regina” è una impressionante strada che in Corsica richiama una moltitudine di motociclisti, felici di percorrerla e di sostare presso questa Cappella. Qui i centauri si arrestano per un saluto alla Madonna e lasciano un sasso/ricordo sulla Cappella. Bene ha fatto l’autore a rendere visibili, insieme ma distinti, la Cappella e la Strada.

 

 

Le confraternite sono associazioni di laici costituite per promuovere la Fede e che hanno per finalità quotidiana opere di aiuto a specifiche categorie di bisognosi. Nei loro riti indossano una “divisa” che ne consente il riconoscimento, come è in questa foto.

 

 

Premio doppio all’autore di questa prova. Premio a chi ha saputo intuire questa immagine rituale fuori norma. L’anziano siede davanti al televisore per essere così presente al rito della Messa. Una partecipazione personale e forte a questa ritualità cattolica di base.

 

 

In Calabria. Qui la foto/documento è di marca super. Ogni anno in Aspromonte, a Polsi, frazione di San Luca, ai primi di settembre salgono migliaia di devoti per l’antica Festa della Montagna. Una tradizione che ha secoli di storia. Ecco qui l’interno della Chiesa dove di notte riparano i fedeli per poter poi partecipare, fin dal mattino, alla fantastica ritualità del sito.

 

 

L’autore quest’opera si è molto avvicinato al soggetto per coglierne, insieme, i due protagonisti. Il Cristo accosta il suo volto a quello del suo attento accompagnatore come a volergli rivolgere la parola. Un accostamento emotivamente suggestivo in una presa che non è statica, priva di vita. Il dinamismo dell’immagine è da attribuire anche alla fattura diagonale della composizione.

 

 

Oggi è giorno di festa. Oggi c’è la grande Processione. La Statua ha iniziato il giro del paese. E gli abitanti, ed i loro congiunti ospiti, affollano di buonora i balconi che affacciano sulle strade. Oggi ci si ritrova tutti insieme, adulti e ragazzi. questo spettacolo ritorna ogni anno come fatto religioso e come strumento di consolidata socialità.

 

 

Nei paesi minori il Carabiniere in uniforme da parata che nelle processioni scorta il Santo Patrono è ancora una presenza consolidata. Eccolo qui in una stradina del paese, stretto fra balconi e finestre addobbati con i più ricercati tappeti e coperte di famiglia. E bravo all’autore che ha ripreso l’insieme da un punto di presa ideale per una impeccabile composizione.

 

 

In una drogheria di una cittadina nel Veneto ho visto in esposizione, fra sali da bagno, tisane depurative, creme rassodanti, in alto, una Madonnina posta a protezione della bottega. Una fotografia che documenta quanto ricco sia… l’assortimento delle ritualità religiose.

 

 

Sul Naviglio della Martesana, a Milano, quasi in città, sull’argine di sinistra, ci sono delle case popolari i cui cortili ospitano nicchie votive con santini che hanno il compito di proteggere i devoti ivi residenti. Bene che l’autore abbia voluto ben distinti, a sinistra l’androne, e a destra l’edicola, pervenendo così ad una armonica composizione.

 

 

A Bucarest, capitale della Romania, in centro città, questa installazione accoglie i ceri che vengono deposti a memoria dei Defunti. È un rito molto partecipato ed emotivamente intenso. Suggestivo è che i ceri riposti in spazi interni al riparo della illuminazione ambiente, giochino un fotogenico contrasto.

 

 

I ragazzi dell’oratorio sono saliti in montagna. Una magnifica fotografia: i ragazzi siedono quietamente allineatiti in ascolto dei due sacerdoti vestiti di bianco. Il fotografo li ha voluti tutti alla sinistra della cappelletta che è a destra. Il cielo, pulito, è la lavagna uniforme che ospita un insieme suggestivamente armonico.

 

 

Belli, giovani e forti questi ragazzi che fieri ed orgogliosi si sono assunti il compito di reggere la portantina sulla quale la Statua si mostra ai fedeli. Complimenti al fotografo che ha scelto un felicissimo e funzionale punto di presa che è la matrice di questa spettacolare foto/composizione.

 

 

Una misura della dimensione abissale di certa stupidità umana. <Stupidità>, e non trovo niente di diverso. Questo “FESSO A GOGO’, questo idiota anonimo, a tempo pieno, si è così esibito incollando la sua inesistente ed invisibile ideologia al manifesto della <Settimana di preghiera>. Ognuno di noi usa il linguaggio che gli è proprio, e qui è la riprova di molta diffusa demenza.

 

 

Il Santo Rosario a domicilio. Queste donne socializzano e pregano insieme. Si sono raccolte perché vicine di casa. Si ritrovano per un rito che le accomuna e che le appaga. E al termine … si racconteranno in libertà i loro umori e i loro quotidiani malumori.

 

 

Westerplatte è un’isoletta bagnata dal Mar Baltico e fa parte di Danzica in Polonia. È stata teatro della prima ed improvvisa aggressione da parte dei tedeschi, e di quel periodo custodisce siti militari diversi. Oggi è meta di visita di polacchi e di visitatori di tutto il mondo. E qui ecco questo semplice memorial che è omaggio alle vittime di quel brutale episodio bellico. Un rituale, quello del ricordo, forte e commovente.

 

 

Per chiudere in modo vivo il tutto ho voluto la Maestà del Crocifisso nella Maestà della Natura.

 

Ciao a tutti, Filippo Crea.

 

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