Rituali della Religione

Ho cercato oggi, di trattare delle molte e diverse ritualità della religione. Ed ovviamente ho evitato di litigare con Carlo Marx che afferma “La religione è l’oppio dei popoli”.

Il “far fotografia” è uno strumento creativo attivo in un universo enorme. Provate a ricordare quali e quante ricerche siano state affrontate nel tempo da migliaia di fotografi. Eppure c’è ancora qualcuno che, a chiedergli quale sia il suo genere privilegiato, risponde “faccio solo “street”. Questo signore NON coltiva nessun genere di fotografia. Esce di casa con la reflex al collo e farà click solo quando per caso inciamperà in una robetta qualsiasi.

E qui ritorno per la 9777/a volta ad affermare che per affinare la propria scrittura fotografica è indispensabile impegnarsi con ricerche specifiche. Altrimenti “ciccia”!

Ed è proprio a tal fine che stavolta suggerisco “Riti e religione”; un tema che propone infinite opportunità, e che qualsiasi fotoamatore potrà creativamente esplorare. Ed io contribuisco qui con alcune immagini che spero siano di stimolo per chiunque voglia andare a caccia ed imparare.

Eccole:

 

 

LE DUE MANI – La mano di una anziana devota si protende fiduciosa verso la mano del
Santo. Benissimo per la composizione che assegna alle due mani allungate in verticale il ruolo di protagoniste. Bene ha fatto quindi l’autore ad escludere la figura del Santo che avrebbe distratto e in certa misura penalizzato la comunione di questo gesto.

 

 

IL CAVALLO DEL PALIO – L’autore di questa straordinaria ripresa ha usato cervello e gambe per averla. È un senese appassionato del suo Palio, ed è andato nella sede storica della sua contrada per assistere al rito della benedizione del cavallo che giorni dopo competerà a difesa della sua bandiera. Un rito religioso suggestivo e di non facile reperibilità.

 

 

LA MESSA IN TV – Una fotografia di classe superiore per creatività e per composizione. Bisognava in primis averla elaborata in testa, e poi trovare la composizione giusta che fosse funzionale allo specifico disegno creativo. L’uomo, un anziano, visto di spalle, segue il rito della Messa domenicale nel televisore di casa. Un racconto di marca superiore.

 

 

LAVORI IN CORSO – Una fotografia documentaria che ha preso l’aura di arte. Suggestivo, infatti, l’accostamento tra i due volti, quello dell’uomo segnato dallo sforzo fisico, e quello del Cristo segnato dalla violenza degli uomini. OK, infine, la composizione diagonale segnata dal colore bianco della maglietta dell’uomo che fa il verso al bianco gessoso della statua.

 

 

IL BAR ALL’ANGOLO – Dissacrante questa presa? Dico di no. L’autore ha percepito al volo il gioco divertente di via San Michele e lo ha fatto suo con una risultante che è di matrice ironica e godibilissima. La targa stradale di via San Michele e la vicina insegna del bar esaltano, insieme, la presenza della nicchia che ospita la Madonna. Complimenti all’autore per il suo spirito di osservazione da foto/cacciatore.

 

 

LA FOTO <GRAFICA> – L’utilizzo intelligente del grafismo è alla base della matrice creativa di quest’immagine. La suorina emarginata nell’angolo in basso a sinistra vive annegata in un mare di Crocefissi. Il risultato? È che l’una e gli altri sono rigorosamente complementari. Vale a dire che la Suora non vivrebbe senza i Crocefissi, i quali non possono vivere come presenze estranee all’insieme.

 

 

FRA I MONTI – Grosse schegge di roccia tagliate così dal tempo fanno da palcoscenico a questo momento rituale. Il sacerdote ha disposto su di un masso ai suoi piedi un lenzuolo che richiama i paramenti di un altare, e fa con la mano un gesto rivolto ai cinque giovani che sono allineati di fronte a lui in preghiera ed in raccolto silenzio. La quiete di questo scenario di montagna racconta a meraviglia l’atmosfera del rito che vi si sta manifestando.

 

 

A NETTUNO – Siamo a Nettuno, a meno di una ora da Roma ma la religione ed i suoi riti non hanno un domicilio fisso, rurale o metropolitana che sia. E in questa città del Lazio due volte all’anno la Madonna che vive il suo tempo in un suo Santuario appena fuori del centro, viene condotta in processione in città, e da qui qualche giorno dopo sarà ricondotta nella sua Casa. Queste due <passeggiate> registrano una grande partecipazione di popolo. In entrambi i <viaggi> è rituale consolidato che talune confraternite accompagnino la Vergine con un corteo di ceri giganteschi. E questa fotografia, ripresa a sera inoltrata, ne documenta l’atmosfera di grande suggestione.

 

 

IN CORSICA – Una strada molto ok in prossimità del Col di Bavella con una particolarità. Vi si incontrano spesso, al margine del percorso di montagna delle cappelle sacre. E ciascuna di esse ha in cornice, sul davanti, alcuni sassi che sono stati lì riposti a ricordo della sosta di automobilisti che vi si sono arrestati per un atto di devozione alla Vergine.

 

 

LA CONFRATERNITA – Qui ecco dei confratelli che vestono di bianco come divisa di riconoscimento. Siamo in un’area rurale, e ce lo dice la stradina a lato, e <l’indigeno> in maglietta verde in alto. L’appartenenza ad una confraternita obbliga sempre a dare aiuto generoso e spontaneo a tutti coloro che ne hanno bisogno.

 

 

IL BATTESIMO – Una fotografia impeccabile. Perfetta la composizione che è molto armonica per pesi e volumi. Impeccabile il cromatismo misurato rispettoso del rito e dell’ambiente. Impeccabile la recitazione quieta dell’uomo che regge in mano il telo. Ed impeccabili sono i tre protagonisti del racconto rituale che è puntuale e che è di rispettoso silenzio. Una proposta, infine, molto fotogenica.

 

 

L’EDICOLA SACRA – Semplice, bella e immediata. Un uomo del villaggio passa davanti alla cappella votiva e, in segno di rispettoso saluto, si toglie il berretto. Fotogenico, armonico, equilibrato l’ambiente, e bene anche la macchia rossa del cappello che assegna un discreto vigore ad una ripresa altrimenti <grigia>. Un’immagine rituale di grande semplicità, ben percepita e benissimo composta.

 

Filippo Crea.

 

 

 

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