Oppressione quotidiana

  • Già pubblicato per WJ #141
  • di ActiveStills
  • Testo a cura di Matilde Castagna, Giulio Di Meo e Marika Ikonomu

 

 

“L’inferno di oggi non può oscurare la violenza degli ultimi decenni”

Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967

 

 

Young girls reciting the Quran during the Coronavirus pandemic, Gaza City, April 26, 2020. Ramadan is a popular month for children to take Quran recitation lessons at their local mosque. The precautions have prevented these workshops from taking place this year.

 

I territori palestinesi occupati costituiscono una crisi politica che si protrae, caratterizzata da 55 anni di occupazione militare da parte di Israele. A dirlo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (Ocha).

Le Nazioni Unite hanno riconosciuto formalmente la Palestina nel 2012, quando l’Assemblea generale ha adottato la risoluzione 67/19 assegnando allo Stato di Palestina lo status di osservatore permanente, ma non quello di stato membro.

 

Dressed up Israeli settlers take part in a parade during the festivities of the Jewish holiday of Purim on March 24, 2016 in the Shuhada street in the West Bank town of Hebron.

 

Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme est sono i territori che formano la Palestina, con una superficie complessiva di poco più di 6mila chilometri quadrati e una popolazione di 5,5 milioni di persone, in base ai dati di maggio 2023: 3,3 in Cisgiordania, compresa Gerusalemme est, e oltre 2,2 nella Striscia di Gaza, con un’età media di 18 anni (dati 2020).

 

In view of the Israeli settlement outpost Sde Bar, Jazya Mohsen from the West Bank village of Jubbet ad-Dib, carries a bundle of pruned olive branches, October 9, 2013. Village residents were able to enter their land adjacent to the Sde Bar outpost for the first time in 15 years following legal intervention from the Israeli organization Yesh Din. Because the olive trees had not been tended in such a long time, they were in very bad condition. Sde Bar, established in 1998, has taken more than 20 dunums of Jubbet ad-Dib’s village land and is illegal under both Israeli and International Law.

 

L’occupazione israeliana e la periodica escalation del conflitto armato, secondo l’Ocha, hanno gravi conseguenze sulla popolazione palestinese: “minacce alla vita, alla libertà, alla sicurezza, distruzione o danneggiamento di abitazioni e altre proprietà, sfollamenti forzati, restrizioni alla libertà di movimento e all’accesso ai mezzi di sostentamento, e la mancanza di responsabilità e di rimedi efficaci”.

Nei territori palestinesi, sottolinea l’agenzia dell’Onu, la situazione umanitaria si è via via deteriorata, a causa di demolizioni, sfratti, dell’espansione degli insediamenti, della violenza legata ai coloni, di uno stato di assedio a Gaza: “una frammentazione strategica”.

Continua a sfogliare il reportage e a leggere gli altri articoli su WJ #141

 

Atta Jaber sits in his field with fellow villagers, after Israeli army contractors destroyed it and removed the irrigation system near the Jewish settlement of Kiryat Arba near Hebron, West Bank, October 29, 2009. The Israeli army claims the field poses a security threat because it is too close to the settlement.

 

 

 

 

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