Nicolino Sapio, Valerio Evangelista. KM 21. Dove le ciliegie tacevano

  • Nicolino Sapio , Valerio Evangelista
  • KM 21. Dove le ciliegie tacevano
  • Pagine 126, 16 euro in libreria dal 13 febbraio
  • All’interno del volume le fotografie di Nicolino Sapio scattate nei luoghi dove si è svolta l’azione narrata
  • Töpffer edizioni

 

 

La genesi di questo libro affonda le sue radici in una notte intorno agli anni duemila, dopo la visione di un documentario trasmesso in tv: l’immagine di un camion militare serbo, carico di prigionieri bosniaci, e di un adolescente terrorizzato hanno acceso il desiderio di svelare quella storia.

Una ricerca durata anni, in un intricato labirinto di indizi frammentari e testimonianze lacunose.

 

 

Con i pochi dettagli identificati sono stati ricavati alcuni punti fermi, tentando così di seguire le orme del camion attraverso i villaggi della Bosnia nordoccidentale; ed ecco così le voci di coloro che hanno vissuto sulla propria pelle gli orrori dei campi di concentramento e delle pulizie etniche. Insieme a loro, si è cercato di ricomporre i frammenti di un puzzle complesso e straziante.

E lentamente, con tenacia e dedizione, sono affiorati i contorni di questa storia, accaduta nell’estate del 1992 nelle comunità rurali attorno a Prijedor.

 

 

Al protagonista è stato dato il nome di Adem, variante turco-araba e balcanica dell’uomo primordiale di tradizione biblica.

Le testimonianze rielaborate in queste pagine sono un timido, ma dovuto, tentativo di restituire una goccia di memoria alle storie che ancora rimangono senza nome né volto, soppresse dalla follia suprematista resa possibile dall’indifferenza.

 

 

“Sono partito per la Bosnia con una missione: scattare la foto che avrei usato per la copertina del mio romanzo KM21. Una sola foto. “Una sola”, mi ripetevo.


Non volevo ripetere ciò che molti grandi fotografi avevano già fatto così egregiamente, raccontando la guerra “nascosta” che aveva dilaniato la Bosnia ed Erzegovina dal 1992 al 1995. Grazie al loro lavoro, quegli eventi erano ormai sotto gli occhi di tutti.

Volevo solo, insieme all’amico Valerio Evangelista, raccogliere informazioni, esplorare luoghi e parlare con chi quella tragedia l’aveva vissuta sulla propria pelle.



Ma più visitavo quei luoghi e più mi rendevo conto che ogni oggetto e ogni situazione mi riportavano al 1992. Tutto intorno a me raccontava qualcosa. Sembrava di essere entrati in un grande cimitero abbandonato, pieno di ricordi sospesi, a testimonianza di cosa sia capace l’essere “umano”.



Così, giorno dopo giorno, ho iniziato a fotografare, catturando non solo quello che vedevo, ma soprattutto quello che riuscivo a percepire oltre l’immediatamente visibile.

Solo alla fine del viaggio ho realizzato di aver immortalato la solitudine dei ricordi.”
 
Nicolino Sapio

 

 

Nicolino Sapio è un fotoreporter italiano naturalizzato svizzero. Si è formato presso l’accademia John Kaverdash di Milano, e per oltre dieci anni ha lenito la propria sete di umanità affiancando Ong e associazioni come fotografo negli slum tailandesi, negli orfanotrofi in India, nei villaggi ruandesi. Maturata l’esigenza di un approccio narrativo che raccontasse senza imporre, ha virato la propria carriera verso le sponde del fotogiornalismo, studiando come allievo di Massimo Mastrorillo. Ha pubblicato, tra gli altri, sulla celebre rivista tedesca Stern Crime, è stato selezionato nella shortlist del Nannen Preis 2019.

Valerio Evangelista è uno scrittore abruzzese trapiantato in Bulgaria. Già cofondatore e redattore della rivista Frontiere, si occupa dal 2011 di religioni, diritti umani e intercultura. Per numerose testate, tra cui Nuovo Paese Sera, Panorama, Aleteia, BTA, Valigia Blu, Gariwo e La Stampa, ha raccontato le traversate di sabbia e mare dei rifugiati subsahariani, le confessioni di guerriglieri e oppositori d’ogni risma e bandiera, le sfide delle comunità migranti negli spazi urbani italiani, le contraddizioni delle spinte identitarie in Europa. Oltre a fungere da base logistica per le ripetute scorribande nell’area balcanica, la “sua” Sofia è anche sede di una bottega di servizi editoriali che gestisce con cura dal 2017.

 

 

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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