Les Femmes Chapotent la Photographie (le donne dicono la loro in fotografia)

Ho provato a dare uno sguardo sulla Fotografia in Paesi lontani dalla nostra cultura.

Ed ho trovato nel Mali, Paese dell’Africa Occidentale, la AFPM (Association des Femmes Photographes du Mali).

Queste donne hanno un approccio meno velleitario di quanto si constata in certi Paesi Europei.

Sono Donne che lavorano, che hanno problemi di vita quotidiana, e che vivono la Fotografia con intelligenza e rispetto.

Ho tuttavia delle notazioni sul profilo di queste Donne/Fotografe.

Vediamone alcune:

 

*** TIMA DIALLO – è impegnata a raccontare <la donna schiava> di oggi. Tima ritiene invece che la donna sia da riconoscere come fattore primario dello sviluppo umano e sociale, in famiglia e nella società civile. E ce la propone in questa immagine, quindi, abbigliata modernamente, ma come “crocifissa”.

 

 

*** ABIGAIL Y SAGARA – con la sua fotografia desidera rendere omaggio alle donne vittime di mortificanti emarginazioni. Ed eccola qui la <sua> donna bene abbigliata, ma con una grossa bacinella in mano che ne propone il ruolo di donna al servizio della casa.

 

 

*** RAMATA MAIGA – affronta il tema delle aggressioni sessuali alle donne, e delle loro paure che restano vive. Dice però della volontà di guarirne, e le condivide con le altre donne affinché questo flagello non passi più sotto silenzio. E qui, in questa sua immagine, Ramata fotografa <la violenza> e le ferite che essa lascia.

 

 

NANA SANGARE – fotografa le donne che escono di casa la mattina molto presto per “fare il mercato”. Sono madri, spose che fanno questo lavoro per soccorrere la famiglia. E qui ecco una sua immagine viva, coloratissima, reale, e volutamente poco drammatizzata.

 

 

MARIAM NIARE’ – Si racconta così con una presina di ironia: “ho 23 anni, non ho un compagno, non sono modaiola, sono timida … la mia personalità è <nature> – E la gente, penso, immagina che dietro a questa mia facciata pulita e trasparente, io sia obbligata a masturbarmi con un frutto che somiglia ad un pene.

 

 

*** ANNA LANDOURE – Ha trattato le molte difficoltà delle donne del Mali, senza lavoro, con mariti difficili che rifuggono dalle loro responsabilità, e che pensano che le donne debbano soltanto ubbidire. In questa fotografia una donna difende con un velo sul viso il suo pudore.

 

 

*** FERIMATA DIAKITE’ – In Africa e non solo, è diffuso l’uso del “pagne” che è una sorta di pareo presente in molti Paesi dell’Africa Occidentale. Al “pagne” si attribuiscono significati sociali, religiosi, notevolmente diversi e riconoscibili dai coloratissimi disegni del tessuto, e dal modo con cui viene indossato. È quindi come un mezzo di comunicazione non verbale. Con questa sua ricerca” Ferimata ha documentato la complessa simbologia di questo abbigliamento. In questa sua foto ecco un <pagne> indossato da una signora benestante per comunicare la sua privilegiata condizione economica.

 

 

*** MIMI SISSOKO – L’autrice ha ereditato queste sue foto/storie da un nonno che era ritenuto essere il più grande guaritore del suo villaggio. Storie di spiritismo, di rituali religiosi o satanici, di strani oggetti imposti per procurare la ricchezza o l’amore di una persona. Qui, nella fotografia di Mimi Sissoko un improbabile cucchiaione giallo viene imposto su quella che sembrerebbe una donna sotto una veste bianca.

 

 

*** KANI SISSOKO – È fotografa di professione ed ha progettato fotografie che parlino dell’amore tra genitori e figli, e con questa sua immagina che l’abbandono assoluto della giovane sul lettone di casa sia il segnale della sua felicità. E se invece fosse soltanto voglia di dormire?

 

 

*** FATIM KOULIBALY – Scrive “ho curato questo progetto per sensibilizzare le persone a non usare maniere forti con i bambini che hanno bisogno, semmai, di gioco e di serenità per crescere bene”. Ed ecco qui, a riprova, la fotografia molto bella di un momento difficile della sua infanzia.

 

 

*** AWA SIDIBE – Il divorzio è il tema cui si è dedicata Awa. Il divorzio afferma, provoca quasi sempre l’assenza di uno dei due coniugi. E chi resta in casa è sempre vittima di questo inquietante episodio della vita. E in questa sua fotografia Awa ha ripreso con grande sensibilità la dolorosa solitudine di questa donna.

 

 

*** FOTOUMATA DEMBELE – È un elegante ritratto che rivela molta padronanza tecnica. Quieta e dolce l’espressione del viso della donna che guarda, quasi assente, verso qualcosa che lei vede e noi non vediamo. Armonico l’equilibrio tra il viso e la mano che lo sorregge. Ok due volte all’autrice di questa immagine super.

 

 

*** OUMOU TRAORE’ – L’autrice ha fotografato la sua gioia di madre nubile per la nascita di un figlio. Ed ha denunziato l’intolleranza e le resistenze che incontra con la società una donna non supportata da una figura maschile. L’autrice è certa che questa nascita le regalerà tuttavia gioia e speranza di vita. E lo afferma con questa sua bella prova.

 

 

ED ORA STOP – In chiusura desidero ringraziare le amiche fotografe della AFPM (Association des Femmes Photographes du Mali). che mi hanno amabilmente aiutato per questa mia mini/ricerca che tuttavia non può essere esaustiva della condizione della Fotografia nel Mali in generale.

Mi hanno simpaticamente raccontato qualcosa dei loro progetti e della loro vita quotidiana. Ed ogni giorno si assegnano nuove sfide.

Al momento sono impegnate in una ricerca da realizzarsi con l’Azienda dei Trasporti di Bamako, loro città e Capitale del Mali.

Hanno con la Fotografia un rapporto intenso, pur avendo rispetto della loro vita familiare e di lavoro.

Ed io spero che possano più avanti raccontarmi di altri traguardi vincenti.

Ciao, con 2023 vivissimi auguri.

 

Filippo Crea

filic@fastwebnet.it

 

 

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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