a cura di Filippo Crea

 

Le ombre possono essere costituite, come per un pasto al ristorante, da un secondo piatto con contorno, od anche da un secondo piatto senza contorno. Vale a dire che un’ombra può vivere da sola oppure in compagnia del suo soggetto.

Meglio di me lo afferma Andreas Feininger allorché scrive che un’ombra può essere <fotografia> essa stessa. Suggestiva o meno, lo si vedrà a cose fatte.

 

 

La ballerina – di F.Prosiani – Una ballerina di strada; ce lo dice il selciato su cui muove le sue gambe nervose. Davanti a lei una cassettina per le monetine al termine della esibizione. In che misura la sua ombra è funzionale al bozzetto? Sì, lo è perché l’ombra ne disegna per intero la figura. E lo è perché l’ombra scura gioca in gradevole contrasto con i colori della gonnellina.

 

 

Arturo – Dov’è il cavallino? – E’ a pisolare nel suo appartamento. La sua casa o, meglio, il suo box ha fatto omaggio all’autore di questa prova, di una preziosa e duplice opportunità. Duplice perché il fotogramma vive su due spazi distinti. In alto a sinistra il quadrato nero propone una matrice decisamente grafica. In centro le due boccole danno vita con due presenze geometricamente meno rigorose ma più morbide e complementari, ad un insieme che è davvero ok.

 

 

La sfera – Tempo fa uno dei miei lettori impegnato a fotografare le ombre mi chiese se nelle fotografie da realizzare dovesse esserci solo l’ombra od anche il soggetto che l’aveva partorita. Risposi che la Fotografia è un’espressione d’arte e che, pertanto, non deve essere <prigioniera> di regole limitanti. Immaginiamo che in questa immagine sia stata ripresa solo la sfera di pietra calcarea senza le ombre spioventi dalle agavi. Cosa ci resterebbe? Nient’altro che una robetta anemica priva di qualsivoglia valenza positiva.

 

 

Footing – Ancora una fotografia che vive sulla convivenza tra ombre e soggetto d’origine. L’ombra si allunga armonicamente in bella diagonale esaltata dalla presenza dell’atleta che esce di scena. Puntuale il momento della ripresa con il piede sinistro ripreso in alzata dinamica. E poco importa che il fotogramma sia stato, in post/produzione, ritagliato in rettangolo deciso. Il risultato finale è fondamentale. Ed è OK, due volte OK.

 

 

Il villaggio – Questa fotografia abbisognava di una estesa profondità di campo nitido. L’anziano in fondo al palcoscenico, al termine del portico, e con la sua camicia bianca era imperdibile. Una attenta gestione dei parametri di scatto (diaframma opportunamente chiuso, e fotogramma verticale) ha assegnato all’insieme una connotazione quasi pittorica. Le ombre come simbolo di profondità.

 

 

Sul muro – I tralci vegetali in alto e le loro ombre appena più in basso, in un elementare e tuttavia fisiologico accostamento, insieme su un muro cromaticamente reattivo ed uniforme. Tanto basta per confermare che una bella ombra la si possa trovare ovunque e senza molta fatica. E quindi? Quindi cercare sempre!

 

 

Un cavallo o due? – Questa istantanea di Ada Giorgini è super. Fortunata l’autrice? Può darsi ma … lei era lì, ed ha visto, e non ha sprecato l’occasione, ed ha fatto click da un punto di presa molto funzionale. Con bella prontezza! Per la serie “chi cerca trova o, quantomeno, può trovare>”

 

 

Dalla finestra – Una fotografia da boutique (me lo dico da solo) – La finestra di casa mia apre su una strada che si allunga dritta da Est vs Ovest dove si anima il mercatino del venerdì. Occhio! Non è una ripresa in B/N – Sono le ore undici e quelle spatolate nere graficamente forti sono le ombre, sul selciato, di un paio di passanti. Ho fatto ricorso ad un tempo di presa molto rapido per evitare un eccesso di mosso che avrebbe penalizzato la nettezza dei contorni.

 

 

E’ venerdì – Un’ombra di così impeccabile fattura non necessita di alcun commento. E’ semplice, rigorosa, e di fascino immediato. Bene per la suddivisione del fotogramma in due segmenti complementari per dimensione e per cromatismo. E benissimo che quella sorta di copricapo bianco stacchi sul nero della lavagna contribuendo funzionalmente all’armonia del tutto.

 

 

La Prom. – A Nizza in Francia “la Promenade des Anglais” che oggi, è correntemente nota come “La Prom”, allinea le sue storiche e famose seggiole blu a beneficio di quelli che vogliono sedere a due passi dalla battigia. E qui l‘autore ha fatto di più: ha accostato loro i passi di una giovane donna a complemento a questo suo souvenir.

 

 

L’ombrellina – di Silvia Barbero. In una Mostra/Concorso da me gestito uno dei tre temi proposti (ricordo: in nessuno dei miei concorsi sarà possibile trovare il <tema libero>) era dedicato alle ombre. Ed ecco qui come l’autrice ha svolto il suo compito. Lo ha fatto con grazia e creatività tipicamente femminili. Aveva intuito che il plus vincente sarebbe stato nell’ombra <ombrellinata> – Due volte ok!

Concludo – Prima di salutarci mi piace ribadire ancora una volta: con questa quinta mia riflessione (<quelli del Museo> prima, poi <lo specchio>, poi <la musica> e poi <il mercato> ) ho inteso rilevare come qualsiasi tema p0ssa essere risolto con soluzioni di differente matrice. Insisto.

Assegnatevi un tema e sviluppatelo; sarà più faticoso, ma sarà ben più formativo.

Buon divertimento!

 

Cordialmente

Filippo Crea

filic@fastwebnet.it

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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