La sacralità dell’immagine

In collaborazione, redatto e pubblicato da Immagine Persistente

 

Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.

 

Rublev è considerato il più grande pittore d’icone

 

Tra i dieci comandamenti Dio ne detta uno in cui pone il veto sull’idolatria e su qualsiasi altro tipo d’immagine. Evidentemente sa che l’uomo è imperfetto e finirebbe per confonderla con il Creato.

Questo precetto che ritroviamo anche in altre religioni monoteiste, soprattutto nell’Islam, non trova invece un parallelo nel Cristianesimo che anzi infonde, sin dalle proprie origini, un valore sacro alle immagini: l’arte è infatti un mezzo per divulgare la parola del Signore.

In Russia ancora oggi la pittura delle icone rispetta questo dogma che può essere letto come una metafisica dell’immagine; un po’ come per le Tavole di Mosè, la mano dell’artista altro non è che il mezzo attraverso cui Dio dà forma

all’immagine. Per questa ragione il nome dell’autore viene omesso e i tratti estetici dell’opera sono codificati secondo un preciso archetipo che non può assolutamente essere violato: l’immagine sacra è il confine tra il mondo visibile e il mondo invisibile.

Nulla a che vedere, per in intenderci, con quanto successo in occindente dal Rinascimento italiano in poi.

Qui l’artista è divenuto quasi un vip al servizio del potere, e tale è restato anche dopo la fine dello stato pontificio.

Tanto che oggi l’arte è questione di finanza, adatta per essere battuta all’asta o per diventare una forma d’investimento.

Così se Raffaello, di cui ricorre quest’anno il cinquecentenario della scomparsa, dipingeva santi e madonne, oggi Cattelan è conscio del fatto che anche una banana può diventare un idolo – se ben venduta.

 

La città ideale

 

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Sergio Marcelli

Sergio Marcelli nasce ad Ancona nel 1971. Amante delle arti visive, si avvicina alla fotografia sin da bambino per approfondirla – dopo la maturità – con corso di visual design. Predilige il ritratto in studio, sperimenta l’uso della luce artificiale, lavora in medio o grande formato. Contemporaneamente si accosta all’audiovisivo, scoprendo una passione per il formato super 8. Appena ventiseienne inizia la carriera da insegnante, prima per una scuola di cinema promossa dalla Mediateca delle Marche, poi come docente di fotografia dell’Accademia Poliarte, dove resta fino al 2017. Nel 2000 si trasferisce a Berlino; qui entra in contatto del mondo artistico e realizza il suo primo cortometraggio che presenterà, nel 2007, al Festival Miden, in Grecia. Tornato in Italia nel 2004, lavora come fotografo commerciale pur continuando l’attività artistica e di ricerca. L’esperienza maturata gli permette di pubblicare, nel 2016 per Hoepli Editore, il Trattato fondamentale di fotografia, un manuale accolto con entusiasmo dal pubblico e adottato da diverse scuole di fotografica. L’anno successivo inizia la realizzazione di un documentario biografico prodotto da LaDoc Film di Napoli e centrato sulla figura del musicista FM Einheit. Nello stesso periodo diventa coordinatore dei corsi video del Marche Music College di Senigallia. Il suo lavoro di ricerca è presentato alla IX Edizione di Fotografia – Festival internazionale di Roma (2010) ed in diverse città italiane ed europee attraverso esposizioni personali e collettive. Di lui hanno scritto: G. Bonomi, C. Canali, K. Hausel, G. Perretta, G. R. Manzoni, M. R. Montagnani, e G. Tinti.

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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