La notte cos’è? Boh!

La notte è una cosa magica. Vedremo qui insieme come la notte sia un’opportunità di foto/scrittura non da ipermercato, ma da bottega d’arte.

La riprova è la notte dei grandi musicisti (i notturni di Chopin o del grande Mussorgskij (con le sue streghe e coi i suoi riti satanici) è quella proposta in pittura (Chagall ed i suoi improbabili paesaggi notturni), (Van Gogh e le sue inimmaginabili pitture della <Via Lattea), è quella in letteratura celebrata da Leopardi, è quella, perché no, di Drakula il <principe della notte>.

E qui faccio stop perché la notte è infinita e non ho spazio sufficiente per scriverne quanto meriterebbe.

 

*** Catania, maggio 2019 – Un chioschetto popolare con un gruppetto di amici che conversano quietamente. Chiacchierano, bevono qualcosa, stanno insieme, vivono. Una notte non sofisticata, vera, credibile. In questo momento altri uomini conversano in un corridoio di ospedale, automobilisti sostano in autogrill, e rumorosi avventori in pizzeria commentano i fatti del giorno. Quante notti? Infinite, e tutte diverse, ci aspettano.

 

 

*** Orvieto – Un pannello stradale cromaticamente deciso è accosto ad un vicino campanile che è illuminato con giusta discrezione, partorisce questa fotogenica immagine. Il punto di presa dal basso ha infine accostato le due presenze con puntuale equilibrio compositivo.

 

 

*** Alla fermata del 91L’Autore è Alberto Dubini -Mi piace un sacco l’atmosfera gelida di questa notte metropolitana. C’è l’attesa inquieta della donna che, impaziente, ha già percepito l’arrivo dell’autobus con i fari accesi, e le automobili minuscole sulla destra del fotogramma, e il pannello stradale d’emergenza, e c’è, palpabilissima e narrativamente raffinata, una notte che <più notte non si può>

 

 

*** Sul lungomare – Una notte piena … di notte, grande, supportata ed esaltata da due presenze comprimarie: una luna piccola ma tuttavia protagonista molto viva e, grandi e fotogeniche, le foglie di una palma. Un qualcosa di molto ok giocato con lo strumento della sintesi compositiva.

 

 

*** Avenue de la Lanterne – Elegante ed un po’ <ruffiana>, vale a dire di facile presa, questa vettura che percorre veloce in discesa l’Avenue de la Lanterne a Nizza preceduta da una strisciata dello stesso colore, ed impreziosita da due vistosi e fotogenici <baffi> bianchi. È una delle moltissime notti che … la notte regala a chi abbia voglia di cercarla e di foto/raccontarla.

 

 

*** Camera in albergo – Un’immagine ok che sa di ricerca. Aver saputo raccontare così la notte rivela educazione all’immagine. Un insieme, questo, molto suggestivo: il lavabo, la lampada allo specchio, il cartello/prezzi sulla porta, il letto disfatto. La notte qui c’è, o ci è appena passata. Un’atmosfera quieta e priva di voci. Una <notte> vera!

 

 

*** Piazza del Duomo – Milano. È la Vigilia di Natale. Fa freddo. Tre persone, estranee l’una all’altra, sono allineate davanti ad un manifesto delle <lotterie nazionali>. Intensi i loro volti! Ciascuno di essi affida all’anno nuovo ormai in arrivo la speranza di cose migliori.

 

 

*** Viale Lunigiana – Milano. Il tram numero 5 è in arrivo nella città qui animata da molti lampioni, da pochi taxi, e da un omino in nero che muove lento i suoi passi fra gli alberi. Il colore dominante è super, è quello livido tipico delle notti invernali metropolitane.

 

 

*** Le seggioleUn’interpretazione della notte decisamente originale, questa, raccontata con un’infilata di seggiole che sono in attesa di un avvenimento che ci sarà. Molto bene, infine, l’avere accostato due segmenti diversi: in alto il cromatismo caldo del luogo, in basso l’uniformità formale delle poltroncine.

 

 

*** Alla fermata del tram – Milano. Di sicura suggestione la convivenza del pannello luminoso con il buio profondo della strada dove si muovono come fantasmi un camion ed un’automobile. Ok per l’equilibrio peso/volume tra i due segmenti dell’immagine.

 

 

*** A Venezia – Ho atteso di proposito i rigori del freddo tra Natale e Capodanno per raccontare Venezia di notte. Ci ero andato a caccia di suggestioni notturne. E sono stato premiato. L’insegna luminosa di un hotel minore esalta la solitudine di questo infreddolito passante.

 

 

*** Sono le tre passate – Una notte decisamente … addormentata. L’autore, questa soluzione l’avrà sicuramente pre/meditata. Una notte come questa non la si può difatti trovare bella e pronta. Io ci avrei messo magari un posacenere con delle cicche di sigaretta. In fotografia non è però corretto modificare il lavoro di altro autore.

 

 

*** Hotel Adua – Venezia è l’impagabile riserva di caccia per chi voglia scoprire atmosfere notturne speciali. Le due insegne luminose dell’Hotel Adua proteggono i passi quieti delle due ragazze. Ok infine per la presenza, accanto all’ingresso dell’Hotel, di un prezioso edificio minore.

 

 

*** Stazione di servizio – <domenica aperto> – <orario continuato>, due tipici messaggi a dominio di questa metafisica stazione di servizio traversata dalle strisce pedonali che la percorrono in diagonale, dal guardrail in basso e, soprattutto, dal rosso del cartello stradale che gioca un armonico contrasto con il monocromatismo dell’insieme.

 

 

*** Passaggio pedonale– Una coppia vien fuori da un passaggio pedonale connotato da colori improbabili, ubicato in una periferia di città, e che è come un luogo inquietante. Ed anche questa notte è comunque un raccontino di vita.

 

 

*** Nel lodigiano – Vera, verissima questa piazza di un paese nella pianura padana. I pochi passanti fra poco rientreranno in casa, e il luogo resterà del tutto immoto per trasformarsi in palcoscenico forte del vuoto della notte. 

 


*** In città – Le motociclette al semaforo rombano pronte a scattare, a recitare un loro ruolo aggressivo nella notte della città. È una notte metropolitana che vive la sua vera vita, senza essere necessariamente violenta.

 

 

*** La Galleria di Milano – Il cosiddetto <salotto buono> della città con, nel terzo in basso, molte seggiole pronte per una manifestazione culturale. Un luogo acceso da colori e luci e presenze che, insieme, raccontano benissimo una notte di questa vitalissima città.

 

 

Per finire – Le immagini qui pubblicate sono ok, ma non tutte lo sono al meglio. Le ho prescelte e variamente mixate per mostrare quali e quante e diverse possano essere le notti che si propongono ad un foto/amatore desideroso di raccontare.

Ho evitato volutamente certe abusate fotografie. Ho trascurato la fotografatissima <Via Lattea> che ha interessato migliaia di fotografi. Ho trascurato le notti con il cielo stellato> traversato da strisciate ora circolari, ora oblique, Fotografie cioè che hanno di certo una loro valenza formativa, ma che poco abitano nel territorio della fantasia.

Nel far questo lavoro ho inteso rivolgermi al fotoamatore che voglia esercitare a fondo la propria creatività. E spero di avere suggerito mondi ed atmosfere di varia genealogia.

E spero ancor più che <la notte> sia fin da subito uno stimolante e formativo incentivo a fare fotografia/fotografia.

Ciao a tutti.

Filippo Crea

filic@fastwebnet.it

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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