La Fotografia Metafisica. Confusione Cosmica

Ogni tanto mi avviene di andare a sbattere. Oppure, in romanesco “prendere una capocciata” – Mi succede allorché gioco a fare l’analista fotografico di grande spessore culturale. E stavolta ho voluto provarci, (s)parlando di fotografia metafisica. Sì, perché su questo tema discettano grossi acculturati. Per scovare qualcosa di buono sono ridisceso, al 1991 quando a Parma fu allestita una Mostra/Omaggio a Luigi Ghirri titolata “Labirinti della visione”.

Se avete un’idea di cosa si intenda per <labirinto> siete già a buon punto. Io ho una ricca collezione di definizioni della fotografia metafisica: ** fotografia astratta, **futurismo, **fotografia concettuale, **fotografia movimentista.

Ce ne sono ancora 999 altre. Ed io voglio qui proporre anche la mia della corrente “pane e formaggio” che recita “è tutto ciò che appare fuori del reale”. Oggi cosa avviene? Che ci venga rifilata come metafisica qualsiasi robetta dimenticata in un cassetto dell’inutile.

Ed ora ecco alcune fotografie firmate da fotografi non blasonati e tuttavia da meditare.

 *** Piazza della Scala – Milano. Questo uomo è seduto per terra, indifferente alle auto gli sfrecciano veloci quasi sui piedi. È di certo è qualcosa <fuori dal reale> – È metafisica? Sì, lo è.

 

 

*** Paura Sì, la paura è nella ragazza che fugge sulla scalinata. Ma, è lei che fugge o è in fuga anche lui? Cosa succede? Non si può saperlo. È cosa fuori dal reale.

 

 

*** La testa di Mario – Perché Mario è lì, e cosa ci fa? Mario ha gli occhi spenti e forse nemmeno lui lo sa. È un’opera assolutamente <fuori del reale> ed è, quindi, metafisica allo stato puro.

 

 

*** Il cavallo È minuscolo, lontano, come annegato in un biancore  diffuso che sembra volere cancellare tutto. Indefinito è anche il terrazzo che apre alla scena. È immagine vaga e certamente è di matrice metafisica.

 

 

*** 100 % Cosa c’è al di là di questa porta? Boh! Sembra esserci il nulla assoluto, un nulla al 100 %­ annunziato da una parete divisoria altrettanto priva di vita. È cosa decisamente al di fuori del reale, del prevedibile, del credibile, ed è, quindi, visione metafisica.

 

 

*** Spazio Una scala si apre a sinistra segnalata da misteriose coordinate che di certo avranno messo in imbarazzo anche il fotografo. Più mistero di così è difficile, perché è un mistero davvero…misterioso. È metafisica di marca super.

 

 

*** Sopra e sotto I Carabinieri affermano che un’immagine di matrice metafisica non deve necessariamente essere greve per contenuti. Può essere anche leggera e di facile digeribilità come è in questo caso dove l’alto ed il basso del fotogramma non fanno capire al volo che siamo in una tonnara per turisti. In alto un affresco, in basso le seggiole per gli ospiti.

 

 

*** I bidoni – Questa presa a me sembra <un bidone>. Eppure ha un suo strano fascino. Un fantasma privo di identità entra in scena sollecitato da un ambiente anch’esso non significante. E però lo anima, pur muovendosi con passi incerti. Il significato? Boh! Ed allora? Giù nel cassetto del metafisico.

 

 

*** Vai di sopra Cosa cerchi? Cerco un evento. Non è qui, forse è di sopra. Sali pure ma ti avverto, non ci troverai anima viva. Eppure, eppure lo avevano annunciato. Vai, vai pure.

 

 

*** Pensieri di gesso – I pensieri sì, si vedono. Ma perché mai di gesso? Sì, è così, quest’omarino viveva con esseri di gesso e di plastica in una bancarella al mercato delle cose vecchie a Bollate, appena fuori Milano. Ci stava bene, in buona e metafisica compagnia.

 

 

*** Andare via Eccolo, piccolo e lontano, nel cielo, l’aereo che mi porterà via da qui. Non so dove, ma andrò lontano. Lontano, io da qui voglio andare via. Andare e lasciare qui i miei penseri. Andare in un atro dove non esistono altri pensieri.

 

 

*** Pensieri di carta I pensieri, quelli pesanti, fanno fatica ad andare via. Anche se sono di carta e sono incollati su di un muro forte. Ma io ho cominciato a strapparli- E ne ho già fatto fuori un bel pezzo.

 

 

*** Amici Sì amici, ma di carton/gesso con, in carne ed ossa, la donna che passa, perplessa, accanto a loro, minuscola e come fragile. Quale è il significato di questa presa? Nessuno, qui siamo appieno nell’universo del metafisico. O piace o non piace! Ed a me piace.

 

 

Ciao a tutti, Filippo Crea.

 

 

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