Il Treno e il suo Mondo

Birkenau – Ecco i binari consegnati alla storia più folle dell’uomo qui a Birkenau/Auschwitz. Esseri umani, donne, bambini, anziani concludevano qui il loro viaggio in carri/bestiame, e venivano trasformati in fumo acre e nero nei forni crematori del campo di questo campo di sterminio nazista. Basta così. Con l’augurio che la storia trascorsa educhi gli uomini a diventare … umani.

 

 

Panariello – Ed ora, dopo Birkenau, si torna alla vita, ed il treno ci racconta una storia ben diversa. Milano, Stazione Centrale, a sinistra nel fotogramma il tabellone luminoso di arrivi e partenze. A destra un maxi/manifesto ci propone, con Panariello, una metropoli vitalissima che realizza eventi culturali per tutte le borse e per tutte le culture. Il treno come narrazione di storie diverse.

 

 

Il supervisoredi Francisco Reche – Passo deciso e grinta elegante in questo <supervisore> delle Ferrovie Spagnole (Fundacion de los Ferrocarriles Espanoles) – La Signora INES TORTOSA CESPEDES del Dipartimento Culturale mi fa sempre omaggio del loro bellissimo catalogo, realizzato ad ogni Edizione di un intelligente Concorso Fotografico mirato a tutto ciò che è “treno”. La Mostra relativa viene funzionalmente ospitata a rotazione in molte Stazioni ferroviarie di Spagna. Alla signora di cui sopra potrà indirizzarsi chiunque per informazioni su questa manifestazione.

Le Coordinate: Santa Isabel, 44 – 28012 Madrid – tel. 911.511.014 – itortosa@ffe.es

 

 

Le trollerine – Eccole, armonicamente contrapposte nel fotogramma ed impegnate in una biglietteria automatica. Bella infatti la collocazione simmetrica delle due ragazze uniformemente <trollerizzate>, l’una al margine sinistro e l’altra al margine destro della fotografia. Anche questo è un bozzetto semplice e narrativamente funzionale del mondo del treno.

 

 

L’una e l’altra – Questa fotografia è, apparentemente banale, un capitolo del grande romanzo del treno. Ci mostra come le strade percorse dalle automobili e quelle impegnate dalle rotaie si insinuino negli stessi territori, villaggi e città. Questo è un tratto delle due vie che percorrono insieme, sempre vicine e sempre l’una accanto all’altra, la magnifica <corniche de l’Esterel> in Provenza.

 

 

Da Domodossola – Una coppia di anziani si muove piano nella banchina sotterranea della stazione di Domodossola da cui muovono i treni turistici per Locarno e quelli che collegano i paesini della Val Vigezzo. Il treno non respinge nessuno. Ed in questo territorio fa da importante collante tra le piccole comunità locali.

 

 

Per Ginevra – Di avanguardia, funzionale ed architettonica, la Stazione Centrale di Milano. Complimenti all’autore che ha composto con sicura armonia questo insieme. Il focus della presa è nel palo esattamente al centro del fotogramma che segmenta l’insieme in due frazioni. A sinistra i viaggiatori in arrivo, a destra quelli in partenza. In alto, due pannelli simmetrici segnalano il binario 6 e quello 7. Ok ai parametri di ripresa: Iso 1600 per equilibrare l’illuminazione di tutto l’ambiente. Focale 16 mm per <abbracciare> tutte le presenze. Diaframma 7,1 per una corretta profondità di campo nitido. Ed infine uno zic di fortuna che non guasta mai, e che ha regalato all’autore un palcoscenico di così bella fattura.

 

 

Il distributore automaticodi Lopez Valdivia – Questa ripresa documenta le conoscenze tecniche dell’autore, evidentemente attento all’armonia formale. Le tracce bianche in basso e quelle in alto convergono verso il punto nodale che è rigorosamente centrale. Il monocromatismo e l’assenza di presenze del reale, frutto di un buon lavoro in post/produzione, assegnano a questa fotografia una certa aura metafisica. Questa mia proposta vale come stimolo a cogliere dal mondo del treno anche stimoli per immagini inconsuete.

 

 

 

Donna che riposa Il treno è una miniera inesauribile per il fotografo interessato all’analisi ed allo studio della figura umana. Ci si trova di tutto, segmentato per genere, per condizione sociale, per caratteri fisiognomici, per modi comportamentali. E questa opportunità mi è parsa coerente con una specifica ricerca. Vedremo, nel contesto di questo articolo, quali e quanto diverse siano le presenze umane che animano il mondo del treno.

 

 

Biglietto veloce – Questa presa è fortemente simbolica dei luoghi metropolitani del treno. In primo piano, in basso, i viaggiatori interessati alle variazioni segnalate sui pannelli luminosi. O, magari in fila per accedere alle macchine “fast ticket”. E qui l’autore ha aggiunto un <plus> complementare che in fotografia è funzionale se si vuole attribuire vigore e dinamismo ad una immagine: mi riferisco allo scorrere in diagonale del fotogramma.

 

 

Nel bosco – di Alfonso Herraiz – I territori nei quali viaggiano i treni, sono i più diversi. Ricordo I treni a carbonella delle Ferrovie Calabro Lucane, quelli con i vagoni dotati di un terrazzino esterno. Se ci si sporgeva da un finestrino, guai, gli occhi venivano investiti da una polvere densa ed infuocata, omaggio della vaporiera. E questo storico convoglio attraversava sbuffando i luoghi incantati della Sila, allora definito il <bosco d’Italia> – Qui il paesaggio è gradevolmente monocromatico, ed é come acquarellato. Ed il treno, che lo attraversa, filato da una mosso leggero, non è disturbante.

 

 

 

 

Il treno dell’addio di Raul Villalba– Con questo titolo l’autore ha firmato questa sua fotografia, bellissima e di matrice quasi metafisica. C’è un lavoro di post/produzione, realizzato, credo, con l’opzione/filtro “fluidifica” di Photoshop. E’ un intervento misurato che non penalizza l’atmosfera di questo suggestivo foto/racconto. Lui, piccolo ed in bianco evanescente, è emarginato e lontano. Lei, con i suoi lunghi capelli, e con il volto gessoso segnato dal dolore, è protagonista forte a destra nel fotogramma. Entrambi come “impastati” dalle negatività di un addio.

 

 

Ore 11.05 – di PL Lottini – Un bozzetto che si direbbe banale ma che bene descrive uno specifico luogo del treno. La sala d’attesa piccola, ordinata e riposante, ospita i due anziani protagonisti dell’insieme.

Un ambiente che bene appartiene al più generale territorio del treno.

 

 

Il trenissimodi Ramirez de la Piscina – Questa fotografia esprime al meglio l’attenzione puntuale dell’autore alla gestione della composizione. La ripresa dall’alto ha messo bene in vista in vista tutto l’insieme che si allunga verso il fondo. Buonissimo il controllo prospettico che lega coerentemente le diverse banchine. Ed accattivante, infine, la convergenza di tutte le presenze verso il focus finale. E questo <trenissimo> meritava sicuramente di sostare in una <stazionissima>.

 

 

Tristezzadi R. Rodriguez – Una prova ottimamente composta, ma con dei deficit relativi alla pulizia ed alla leggibilità. Alla presentazione del conto, tuttavia, il risultato è ok. E’ ok così quando una fotografia comunica gli umori e l’atmosfera voluti dall’autore E qui la narrazione è nella tristezza che è nella mano che protegge la testa reclinata dell’uomo. Ed il treno bisogna saperlo scovare ovunque, anche come espressione di matrice negativa.

 

 

 

 

E PER FINIRE Potremmo partire da La Ciotat, una cittadina del midi francese dove nel 1896 si arrestò, ripreso dai Fratelli Lumiere, Il primo treno visto in immagine. E poi? E poi come tacere, magari in funzionale disordine, dei treni che da gran tempo si arrestano a Lourdes con un carico di sofferenti pieni di speranza. E poi gli immondi convogli che si arrestavano nei campi di sterminio nazisti. E poi il trenino che lavora nelle miniere di marmo di Carrara. E poi il mitico Orient-Express. E poi i treni dei pendolari. E poi i vagoni letto. E poi i ristoranti dei treni a lungo percorso. E poi i treni della neve carichi di sciatori. E poi la mitica <transiberiana>. E poi i treni di guerra con carrarmati ed ospedali.

E qui faccio stop con questo elenco che sarebbe infinito.

Perché scrivo ciò? Lo faccio per stimolare chi mi legge ad impegnarsi in una fotografia mirata, a fare della “fotografia a tema”. I vantaggi? Moltissimi, ci si abitua e pre/vedere, a progettare, a cercare, a selezionare con cattiveria. Ho dato spazio a fotografie non firmate da Maestri. E la cosa dovrebbe rilassarvi, e stimolarvi a fare la … VOSTRA PERSONALE … fotografia.

IMPORTANTE – sarò grato a chi vorrà indirizzarmi via mail delle prove attinenti ai miei temi, (JPG, a bassa risoluzione, anche 72 dpi) e comunque leggere, ad evitare che il mio PC si imbufalisca), e magari corredate da vostre gradite osservazioni.

Buon divertimento.

Filippo Crea

filic@fastwebnet.it

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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